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Qualcuno volò sul nido di Vespa

Comunicazione Porta a Porta

Qualcuno volò sul nido di Vespa

di SARO BREVE (17 10 2011)
www.flickr.com/photos/nancycrisp/406097245
 

Non so se avete presente lo splendido Danny De Vito di Qualcuno volò sul nido del cuculo.“Albergo!. “Albergo!”. Non so perché, o forse sì, ma quella scena mi è rivenuta in mente l’altra sera guardando, ma soprattutto ascoltando, Bruno Vespa nella puntata di Porta a Porta dedicata al lavoro precario dei giovani.

 Albergo!. 


Scienze della Comunicazione!.
Bruno Vespa mi ha ricordato, con tutto il rispetto, quel matto di Danny De Vito: Scienze della Comunicazione!Fermo, non puoi, non centra niente, non hai i soldi, non hai la notizia…”. E lui, Danny Vespa, niente:Albergo! Scienze della Comunicazione!.

Parte un servizio con i dati Almalaurea sulla spendibilità della preparazione universitaria con numeri abbastanza chiari e assai significativi, e il nostro Danny, pardon, Bruno dà la parola ad un bravuomo che con grandi sacrifici ha mandato i tre figli/e alluniversità. E per non sapere né leggere né scrivere con encomiabile libertà di scelta: Scienze motorie, lingue e lettere.  Scienze della Comunicazione!.  E il povero papà con laiuto della mamma a scusarsi: No, niente Scienze della Comunicazione: Lettere, Lettere. Cè scritto nel corso di laurea multimediale ma è una laurea in Letterescienze della Comunicazione!No, no, farà linsegnante di italiano!Ah, meno male, per fortuna, altrimenti non avrebbe mai trovato lavoro…”. Infatti, ormai lo sanno anche le pietre, cè una carenza di professori di italiano che levati. E le scuole pubbliche non aspettano altro che giovani docenti da coprire doro.

Scienze della Comunicazione!.
Perché poi cera anche Sacconi, ministro della Repubblica, pronto a dare la colpa ai genitori che viziano sti ragazzi permettendo loro qualunque cosa. Anche iscriversi a Scienze della Comunicazione! Roba da matti!

Perché poi, verrebbe anche anche voglia di chiedere al ministro Sacconi: Ma lei di grazia, in cosa si è laureato e che tipo di occupazione ha trovato?. Naturalmente una sana laurea chessò in ingegneria, un bel diploma da perito tecnico, o visto che si occupa spesso e volentieri di economia una bella laurea in economia e commercio, come si diceva una volta.

Macché, Giurisprudenza! Però ha lavorato sodo mettendo a frutto lintenso studio.
Albergo!: il ministro Sacconi è stato eletto alla Camera dei Deputati alletà di 29 anni e non si hanno notizie di precedenti occupazioni. Deputato per quattro legislature,  dal 1987 al 1994 è stato Sottosegretario al Tesoro. Nel 1983, 1984, 1987 è stato relatore della Legge Finanziaria. Insomma lattuale ministro del Lavoro si è occupato di finanza pubblica con qualche responsabilità di rilievo tra il 1983 e il 1994. Bene, volete sapere quando è stato raggiunto il livello più alto di debito pubblico, quel debito che molti politici sostengono essere la principale motivazione della crisi che costringe al precariato così tanti giovani? 1994: 121,8 % (rapporto debito/pil). Un debito che fino al 1982 era pari al 60%. E che dal 1983 (naturalmente è solo un caso che entri in scena Sacconi) ha un continuo incremento fino al picco, appunto, del 1994.

Per carità, non vogliamo certo sostenere che il debito pubblico italiano sia interamente ascrivibile alle gesta del ministro Sacconi. Rimane però complicato accettare le critiche che il ministro rivolge alle famiglie italiane: (i giovani) sono particolarmente esposti alla disoccupazione soprattutto perché pagano il conto di cattivi maestri e qualche volta di cattivi genitori, perché distratti e cattivi maestri li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro” (Radio Rai 1, 27 dicembre 2010).

Per altra carità, non siamo molto d’accordo, ma, come diceva Totò ammesso e non concesso, non sarebbe il caso di avere un minimo di coerenza non foss’altro per dare un po’ di credibilità ai sermoncini che con tanta supponenza vengono elargiti? E allora diventa automatico controllare le attività professionali del ministro Sacconi al di fuori della carriera politica. Risultato: docenze universitaria (sic) in corsi di economia del lavoro. Con una laurea in giurisprudenza. Stessa laurea della moglie che fa il direttore generale di Farmindustria. Almeno il figlio avrà acquisito competenze estremamente professionalizzanti… Niente da fare: lingue!

Ben diverso il caso di Vespa. Visti i problemi di lavoro nel mondo della comunicazione da buon padre di famiglia larguto Bruno ha pensato bene di indirizzare il figlio minore verso studi specialistici Giurisprudenza! Studi utilissimi per lavorare nel mondo della… comunicazione. Federico, infatti, fa il giornalista, da non molto tempo assunto a Sky. Daltro canto il buon Vespa ha sempre avuto le idee chiarissime sul tipo di studi da intraprendere: “Dagli atenei indiani escono 200 mila ingegneri all’anno, ai quali si preparano a far da camerieri i nostri figli iscritti a Scienze della comunicazione”. 
Albergo!
A parte che non si capisce il problema: gli indiani possono fare i camerieri e gli italiani no? A parte che dagli atenei indiani escono anche laureati o specialisti in comunicazione, come in tutto il resto del mondo, e non risultano torme di camerieri che inseguono ingegneri indiani, ma Vespa ha una vaga idea di quante famiglie indiane, anche con ingegnere in casa, potremmo sostenere con il suo stipendio da comunicatore italiano?

E allora non è un problema di buoni e cattivi maestri, ma di buoni e cattivi esempi. I nostri giovani sono abbastanza stanchi di lezioni e pistolotti: hanno bisogno di esempi concreti. Per esempio possono credere che non ci sia spazio per laureati in Scienze della Comunicazione, quando Porta a Porta occupa 51 persone solo nella parte informazione/produzione? Così come sembra assai stravagante accettare lezioni di economia globale dalla indignata speciale Sabina Guzzanti, così esperta in questioni finanziarie da affidare i suoi risparmi a Giacomo Lande meglio conosciuto come il Madoff dei Parioli.
Insomma a maestrine e maestrini dalla penna spuntata dall'incoerenza suggeriamo un sano percorso di studi, magari, a Scienze della Comunicazione. Intanto potrebbero imparare ad ascoltare.

“Pensa a giocare Hardy, pensa a giocare…”

sulle maestrine

mi permetto di suggerire anche più spirito critico in chi osserva e recensisce sul web i vari accadimenti, interpretando "a prescindere" come vittorie delle maestrine queste tristi perfomances http://www.youtube.com/watch?v=eCDvz8RMWGs

riso amaro

segnalazione quanto mai opportuna, anche perché ci consente di affrontare qualche questione legata al rapporto comunicazione/partecipazione (che poi è quello che interessa al nostro orticello). Il movimento degli "indignati" ha abbracciato l'idea della comunicazione e della partecipazione orizzontale, senza mediazioni, fatta di inclusioni e di comunitarismo. E allora non sarebbe il caso che i testimonial, magari simpaticissimi, magari fichissimi, facessero un paio di passi indietro? Non solo per un problema di coerenza ma anche di dissonanza comunicativa: è così vantaggioso il passaggio da politici comici a comici politici? Non è che poi grazie a un registro comunicativo tutto frizzi e lazzi (come dimostra l'ilare compiacenza della solitamente cupa intervistatrice d'assalto) finisce tutto, come dicono a Oxford, in "caciara"? E il simpaticissimo testimonial/maestrina di buona famiglia deve apparire in tv tra i giustamente indignati, proprio il giorno prima della messa in onda sulla stessa rete del suo film "Viva Zapatero"? E allora facciamo tutti un sano esercizio di coerenza e umiltà lasciando spazio e dando voce a chi finora è rimasto ai margini e in silenzio. Comincio io: volevo dire altre tre o quattro cose (Vespa e il tacco 12, il linguaggio dei segni da Gad Lerner, la comicità di Marchionne) ma mi fermo qua. Sono o no Saro Breve?