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Premio Parlamento europeo a Massimiliano Nespola

Per un articolo pubblicato su ComunicLab

Premio Parlamento europeo a Massimiliano Nespola

di REDAZIONE COMUNICLAB (19 10 2011)
Foto di: Parlamento Europeo

Una bella soddisfazione per Comuniclab: Massimiliano Nespola ha vinto il premio del Parlamento europeo per l'eccellenza nel giornalismo, sezione internet, grazie all'articolo "Non sappiamo quando, ma la Costituzione europea arriverà". 
Ecco il racconto di una giornata particolare. Una giornata bellissima per Massimiliano, ma anche per ComunicLab.

Bruxelles sorprende sempre. Le luci e i colori dei luoghi che hanno dato vita ad istituzioni giovani e sofisticate quali quelle europee non smettono mai di colpire la vista, anche quella del visitatore assiduo. Un volo tranquillo mi catapulta nella capitale. Sono emozionato, non faccio che ripetermi che non mi sembra vero. Poi tutto si materializza. L'aeroporto di Bruxelles National è sempre quello, con le sue scale e i suoi corridoi che richiedono una mezz'ora buona per essere attaversati del tutto. Salgo sull'autobus, sono al Radisson EU Blu Hotel. Mi aspetta una bella stanza, mi sento quasi un vip.


 
Ma dopo venti minuti di relax, si riprende: arriva l'intervista. Ci incontriamo io e un delegatodella Direzione Generale Comunicazione del Parlamento europeo. Trascorriamo un paio d'ore  chiacchierando per lo più dei massimi sistemi e un po' di Europa e relazioni internazionali. Il risultato è riportato in questa trascrizione sintetica in forma di intervista: http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20111014STO29287/html/L'italiano-Massimiliano-Nespola-vince-il-premio-giornalistico-2011-del-PE. Alla fine sono stanco, inizia la mia notte prima del conferimento della gloria europea.

È subito mattina. Un funzionario mi porterà al l'Europarlamento (in realtà faremo una passeggiata di tre minuti appena). Mi preparo con una bella colazione all'Europea, sì, oltre che con il classico caffé, quindi, con il bacon inglese. Mi sento carico. L'atmosfera inizia a scaldarsi, alla vista di sir Blackwell, la nostra guida. Dico "nostra" perché assieme a me ci sono gli altri vincitori: ci stringiamo la mano e scopro che oltre all'Italia hanno ottenuto il riconoscimento la Francia, la Germania e la Finlandia. Sono quasi al settimo cielo...

A Bruxelles la Cerimonia arriva subito al dunque, dopo le parole introduttive di Buzek sull'importanza del Premio quale riconoscimento ai giornalisti per la capacità di parlare di temi così complessi. Sale al microfono Romain Gubert, il collega francese premiato per la carta stampata. Si percepisce la sua dimestichezza con il microfono. Mi dico che non sarò da meno. E infatti è subito dopo il mio turno..."Massimiliano Nespòla", annuncia Buzek...sorrido, mi guardo intorno e sono a mio agio. L'atmosfera è tranquilla, nessuno giudicherà le mie parole, ma mi ascolteranno. Espongo così le mie idee sulla nuova Europa, uno spazio nel quale lasciar perdere gli scettici. Mi diranno poi che il concetto è piaciuto. Ringrazio tutti, penso anche alla Università che mi ha formato, La Sapienza, all'Erasmus svolto anche in questi luoghi qualche anno fa. Penso ai professori: è stato bello fare un pezzo di cammino insieme, in un luogo pubblico di confronto e formazione che va avanti tra mille difficoltà. 

Tutto il resto è presto detto: un dibattito interessantissimo sull'importanza del riconoscimento della dignità dei giornalisti, dei diritti umani in economie che sono prosperate finora anche grazie alle politiche militari e alla vendita di armi. Belle parole, sogni forse...eppure, quando si tocca il culmine, cioè quando si parla delle rivoluzioni arabe, l'Europa si rivela sul serio: ci si professa a sostegno di questi sommovimenti che instaureranno un ordine nuovo, anche se ad un prezzo molto alto. Come al solito mi dico "speriamo bene" e "tanto io da solo non posso condizionare l'esito di questi conflitti". Posso però intervenire e lo faccio, quando si parla dell'importanza che il giornalismo di qualità sia ben pagato. "In Italia non sempre è così", sbotto, "capita che direttori di importanti tg commettano errori madornali". Zatterin, de "La Stampa", annuisce, purtroppo constatando che neanche lui può controllare le assunzioni della tv. 

Il dibattito va così scemando. A tavola, sono tra giornalisti di Ucraina, Lituania ed Estonia. C'è un giornalista francese di fronte a me. Ha un bell'aplomb, è di Nantes e si sente un po' il suo orgoglio nel sorriso. Scherziamo sull'Italia, sull'Europa, è piacevole parlarne anche in termini più rilassati. Poi, comincia il rientro. Con i finalisti  italiani Oppes e Colagrande, prendiamo un taxi per l'aeroporto. Il primo volerà a Madrid, con il secondo mi imbarco. Voliamo assieme ad Elisabetta Gardini e David Sassoli. All'andata avevo anche conosciuto Deborah Serracchiani. Poi, tutto si ricompone. Il volo finisce e comincia un altro viaggio solo tre ore dopo. Sono diretto in Calabria con un treno notturno...

Massimiliano Nespola