1) La “manifestazione di opinioni” espresse dal pubblico su Facebook non può essere chiamata “sondaggio”. L’uso del temine ‘sondaggio’ nelle trasmissioni televisive è oggetto di regolamentazione da parte dell’Agcom (un nuovo Regolamento è stato approvato con delibera n.
256/10/CSP) che esplicita la distinzione fra “sondaggio d’opinione”[1], “sondaggio politico ed elettorale”[2] e “manifestazione di opinioni”[3].
Tale precisazione è stata ritenuta importante per evitare un uso indiscriminato del termine – in riferimento a qualsiasi “televoto” o “intervista” condotta da un giornalista ai passanti – minasse la credibilità, già debole, dei sondaggi condotti su campioni, probabilistici e non, della popolazione, e rappresentativi della stessa in base ad alcune specifiche caratteristiche.
Nel caso in cui sui mezzi di comunicazione di massa si conducano o riportino i risultati di “manifestazioni d’opinione”, lo stesso regolamento prevede che non possa essere usata la denominazione di ‘sondaggio’ e sia necessario informare circa il valore non scientifico della rilevazione condotta.
2) Tutte le volte che si invita il pubblico a votare su Facebook o si presentano dei risultati, nella trasmissione “Servizio Pubblico” si fa riferimento al “pubblico che ci segue da casa”. Così il 10 novembre ancora la Innocenzi commenta: “Vogliamo richiedere a chi ci ascolta cosa pensino di un probabile governo Monti appoggiato quindi da PDL, PD e terzo polo, visto che la settimana scorsa ci avevano detto, oltre il 70%, che erano contrari. Alla luce dei fatti di questa settimana, ma soprattutto rispetto a quello che diremo nel corso della puntata, vogliamo capire se chi ci ascolta da casa ha cambiato idea” (min. 0:59).
La parte di pubblico che ha risposto alle domande poste in trasmissione non è certamente rappresentativa del popolo italiano (generalizzazione che, del resto, né Santoro né la Innocenzi hanno mai fatto in trasmissione), e nemmeno del “pubblico che segue da casa”. Solo una parte di quel pubblico è iscritta a Facebook, e solo una piccola parte di quanti sono iscritti è online al momento della trasmissione e decide di votare. Presumibilmente sono i più giovani e i più interessati coloro che si mobilitano più facilmente.
Durante la trasmissione si cita più volte il numero dei rispondenti, e le cifre sono in effetti molto alte: in 30 minuti, il primo giorno, votano quasi 50.000 persone. Un “normale” sondaggio condotto con un campione casuale riesce con difficoltà a ottenere risposte da 1000 persone. Ma i grandi numeri non sono garanzia di risultati attendibili: il sondaggio del Literary Digest del 1936 – che raccolse milioni di risposte ma mancò vistosamente l'obiettivo – insegnò quanto un corretto campionamento contasse più della numerosità di intervistati raggiunta. Non è, insomma, quante persone rispondono che conta, ma chi risponde, e come questi soggetti sono stati scelti. Il campione auto-selezionato degli “amici di Facebook “ di Servizio Pubblico non è un campione casuale e non è un campione che possiamo definire rappresentativo secondo alcuna caratteristica nota.
3) la formulazione scelta per le domande è spesso assai infelice: la convinzione, purtroppo diffusa, è che sia facile proporre domande e alternative di risposta adatte a rilevare opinioni tramite sondaggio. Volendo dare per scontata la buona fede del conduttore (escludendo cioè intenti manipolatori), la formulazione delle domande appare a dir poco inadeguata, mostrando scarsa competenza in materia. Argomenti complessi sono affrontati con una sola domanda che prevede due sole alternative, che impediscono di segnalare un’eventuale indecisione e la forza della propria convinzione. Uno dei vantaggi dell'indagine online, la possibilità di inserire un commento a corredo del proprio voto, viene sfruttato in minima parte, e inoltre solo pochi commenti del “popolo di Facebook” vengono letti in trasmissione. Del resto la loro analisi richiederebbe tempi e modalità incompatibili con una diretta televisiva, ma i risultati ottenuti dall’analisi delle migliaia di commenti postati sarebbero certamente più interessanti della lettura di una percentuale.
Analizzando nel dettaglio alcune domande si segnalano ulteriori problemi:
a) La prima scelta proposta è fra due frasi: “Il governo agisca subito o se ne deve andare”, e “Il governo se ne deve andare e basta”. Stravince la seconda alternativa. La prima del resto è presentata sia dalla Innocenzi che da Santoro come “la posizione di Confidustria e degli imprenditori”; inoltre l’espressione “e basta” della seconda alternativa appare un richiamo non necessario alla sfiducia e all’indignazione degli elettori/ telespettatori.
b) il secondo “sondaggio” proposto recita: “Governo di salute pubblica appoggiato da destra e sinistra” oppure “Elezioni subito per un nuovo governo”. La prima modalità è pesantemente sotto-determinata: tutti sanno cos’è il governo di salute pubblica? La Innocenzi in trasmissione non spiega cosa si debba intendere con tale espressione, ma fa riferimento a “quello che propone l’opposizione e quello che ha proposto anche Montezemolo e probabilmente il nome che si fa sarebbe è quello di Mario Monti” (3 novembre, min 2h28m).
Non stupisce, anche qui, che prevalga l’opinione di chi vuole andare subito al voto.
c) “Per combattere la crisi c’è chi propone di mettere mano alle pensioni. Cosa ne pensi?” Le alternative proposte erano: “Allungare subito l’età pensionabile” vs “Le pensioni non si toccano”: vince nettamente la seconda alternativa; la prima, del resto, esprime una posizione persino più estrema di quanto proposto dal governo Berlusconi (aumento dell’età pensionabile a partire dal 2026), e l’espressione “mettere mano alle pensioni” sovra determina la domanda, spingendo a rifiutarla.
d) “I super ricchi devono comprare i titoli di stato italiano e tenerli per 5 anni allo stesso tasso dei bond tedeschi” è una formulazione pesantemente sovra determinata: non è dato sapere chi siano i “super ricchi”, ma in quanto “super” dovranno pur pagare qualcosa…
e) Il 10 novembre si propongono in sequenza due quesiti: nel primo si chiede se “Siete favorevoli al governo presieduto dal neo-senatore a vita Mario Monti, sostenuto da PD, PDL e terzo polo”. Il 75%, contrariamente a quanto era stato registrato la settimana precedente, si dichiara favorevole. Dopo l’intervento di un blogger, però, viene lanciato un nuovo sondaggio, con una formulazione molto diversa della domanda: Monti non è più un “neosenatore a vita” ma “uomo della finanza mondiale e delle banche. E la domanda chiude con un “ancora” che sottolinea la nuova prospettiva da adottare nel rispondere: “Mario Monti presentato dal blogger Byoblu come uomo della finanza mondiale e delle banche. Siete ancora d’accordo sul governo tecnico affidato a lui?”. I risultati si ribaltano. Potenza persuasiva della trasmissione? Oppure assoluta inaffidabilità del sondaggio, che mobilità di minuto in minuto solo chi è d’accordo con quanto espresso in trasmissione, e che risente di formulazioni distorcenti delle sue domande?
Trascrizione di alcuni momenti della trasmissione in cui sono presentati i “sondaggi su Facebook”
Santoro, 1 puntata di Servizio Pubblico
Minutaggio: h0, min 47
S: Giulia, ci descrivi subito quello che farai durante questa trasmissione di nuovo?
G: stasera vogliamo sapere cosa pensano quelli che ci guardano da casa e li coinvolgiamo facendo sondaggi su Facebook e partiamo subito col primo: vogliamo sapere cosa pensano quelli che ci guardano da casa su quello che deve fare il governo adesso, e cioè se deve fare quello che ha chiesto Confindustria, le banche e altre associazioni, cioè di cercare di fare le riforme che ci chiede anche l’Europa e, qualora non ce la dovesse fare, lasciare; oppure se basta, il tempo è finito per questo governo, e lasciare ora. Quindi adesso lanciamo il sondaggio su FB e poi vi aggiorneremo sui risultati.
S: cioè, quali sono le domande?
G: la domanda è se il governo deve agire subito e se non ce la fa ad adottare le riforme andarsene, oppure se se ne deve andare e basta
S: allora, la posizione di Confidustria, imprenditori “o fate qualcosa o andate via” oppure “basta il tempo è scaduto, ve ne dovete andare”. Questa è la sostanza. Non sappiamo quante persone ci stanno guardando, spero siano moltissimi, perché sono il cuore di questa trasmissione ma hanno tempo adesso velocemente di fare questo primo pronunciamento . Vedremo quante persone si pronunceranno nello spazio fra questo minuto e la prossima interruzione pubblicitaria.
Minutaggio: h1, min 21
S: tanto per capire cosa è successo: ci sta guardando qualcuno?
G: c’è stata una specie di esplosione su FB perché hanno votato più di 48.000 persone al sondaggio che abbiamo lanciato (applauso in sala). Ho anche un primo dato su chi ci sta guardando, se vuoi te lo do, o lasciamo l’effetto sorpresa… solo su FB il Fatto quotidiano e Servizio Pubblico ci stanno guardando 120.000 persone
S: 48.000 persone cosa hanno detto?
G: Contro il galleggiamento votazione bulgara perché il 96% ha detto che il governo se ne deve andare e basta
S: Basta, finita!
Minutaggio: h2, min 28
Subito lancia l’ultima domanda, mi pare di capire che ne hai ancora una, vorrei che poi il risultato lo commentasse Mieli questa volta dovranno votare più velocemente immagino.
G: velocissimo: noi dobbiamo guardare dopo Berlusconi, vogliamo sapere da chi ci guarda da casa se vogliono un governo di salute pubblica, quello che propone l’opposizione e quello che ha proposto anche Montezemolo e probabilmente il nome che si fa sarebbe quello di Mario Monti, oppure se invece vogliono elezioni subito e quindi un governo eletto da una maggioranza.
Minutaggio: h2, min 47
S: Risultati
G: in 20 minuti oltre 22.000 voti, 74% per le elezioni subito e un nuovo governo, però tutti chiedono una nuova legge elettorale.
S. questa è la situazione. Mieli, commento
Mieli: è da galleggiamento, appunto….
Puntata 2, 10 novembre 2011
Minutaggio: h0, min 59
Giulia, questa cosa qui è interessantissima. La scorsa settimana il nostro voto su FB, che è stato numerosissimo, ha comportato il pronunciamento contro un governo diciamo così tecnico, tra virgolette, abbiamo spiegato che adesso il governo non è più tecnico, cosa vogliamo fare questa sera?
G: Vogliamo richiedere a chi ci ascolta cosa pensino di un probabile governo Monti appoggiato quindi da PDL, PD e terzo polo, visto che la settimana scorsa ci avevano detto, oltre il 70%, che erano contrari. Alla luce dei fatti di questa settimana, ma soprattutto rispetto a quello che diremo nel corso della puntata, vogliamo capire se chi ci ascolta da casa ha cambiato idea
S: quindi I nostri amici che ci seguono cosa devono fare?
G: devono andare su FB e rispondere alla domanda: “siete favorevoli al governo presieduto da Monti con PDL, PD e terzo polo?
S: la teniamo aperta fino alla fine della trasmissione
G: e aggiorniamo il dato che cambia
S: con i loro commenti anche durante
Minutaggio: h1, min 30
S: ci dai qualche dato fino a questo momento?
G. allora, avendo lanciato il sondaggio, oltre 30.000 voti, il75% ha detto che è favorevole al governo tecnico. Quindi ha ribaltato il risultato della settimana scorsa. Però Michele abbiamo chiesto a FB alla luce di Monti presentato come uomo della finanza e delle banche: in realtà adesso siamo quasi in parità fra sì e no al governo tecnico
S:ah, la risposta è stata 75%, ma dopo che ha parlato lui….
G: parità
S: interessante. Travaglio dice: basta aspettare un po’ qui è a livello di minuti che ci sono I cambiamenti.
h. 2, min 10
si è ribaltata al situazione precedente, sul governo tecnico 61% di no, quindi evidentemente Claudio ha convinto
S: mannaggia a te, ci metti in crisi il governo prima che lo fanno
G: è stato molto convincente anche se c’è chi dice che è un po’ complottista. Anche su Twitter abbiamo lanciato l’hashtag “#monti sì”, “#monti no” per cogliere I commenti: in realtà anche chi è a favore del governo tecnico sembra molto rassegnato perché F.M. dice “se dovessi ragionare con il cuore direi votazioni subito, ma per il bene dell’Italia direi governo tecnico”.
[1] “Rilevazione demoscopica di tipo campionario, effettuata tramite questionario, generalmente strutturato, volto a raccogliere informazioni inerenti scelte comportamentali, sentimenti, credenze, valori, opinioni, atteggiamenti” (Agcom, punto C del regolamento 256/10/CSP).
[2] “ Rilevazione sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, volta a cogliere l’orientamento politico ed elettorale dei cittadini e i trend delle intenzioni di voto nei confronti di partiti politici e di candidati” (Agcom, punto D del regolamento 256/10/CSP).
[3] “Modalità di raccolta di opinioni senza valore scientifico, basata su quesiti rivolti in modo sistematico, a determinate categorie di soggetti, tramite differenti mezzi quali cellulare, SMS, telefono, internet o posta elettronica, che non ricorre a procedure di campionamento ma si basa sulla partecipazione spontanea di lettori, telespettatori o utenti web, volta a permettere al pubblico di esprimere le proprie preferenze o il proprio parere in merito a diversi argomenti, anche di carattere politico o elettorale, il cui risultato non può essere generalizzato” (Agcom, punto E del regolamento 256/10/CSP).