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Gli italiani e il telegiornale

Significativi cali di fiducia per il Tg della prima rete e per il Tg5.

Gli italiani e il telegiornale

di GIOVANNA TESTA (07 01 2012)
 

Gli italiani hanno meno fiducia che in passato nei telegiornali: è questo uno dei risultati delle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Demos-Coop, tra le vittime di questo calo di credibilità c’è il Tg1, il quale ha subito una sensibile perdita di fiducia rispetto agli anni precedenti.  Le migliori performance sono quelle del sobrio Tg3, che si colloca al primo posto, e che nel corso degli anni ha subito contrazioni di fiducia piuttosto lievi, il Tg La7 di Mentana  è invece quello che ha registrato l’incremento più rilevante, rispetto al 2007 ha infatti guadagnato ben 17 punti percentuali.  

Gli italiani hanno meno fiducia nei telegiornali:  il sondaggio pubblicato dall'Osservatorio di Demos-Coop,  condotto nel periodo 30 novembre - 5 dicembre 2011, ha dato dei risultati poco confortanti in merito alla fiducia che gli italiani ripongono nei telegiornali.


I PEGGIORI.

Potremmo cominciare evidenziando il dato che più colpisce, la fiducia che gli italiani hanno nei riguardi della testata telegiornalistica della prima rete  è appena al 50%:  in soli tre anni il Tg1 è andato incontro a una drastica caduta di fiducia, oltre che ad  una significativa emorragia di ascolti. Davvero un brutto colpo per un Tg che da sempre ha fatto della propria autorevolezza  un punto di forza e di distinzione. Proprio negli scorsi giorni si è chiusa l’era Augusto Minzolini al Tg1, sostituito ad interim da Alberto Maccari.

Minore ma pure significativo il calo per il  Tg2, al 51%, con una contrazione di 11 punti rispetto il 2007.

Altra  illustre vittima del deficit di fiducia è stato il  Tg5, al 48%: sebbene il Tg5 abbia ottenuto il risultato più lusinghiero tra i Tg della Mediaset, resta il forte calo rispetto al 2007, con una contrazione di ben  11 punti.

Non stupisce di trovare in coda alla classifica Studio aperto e il Tg4, il primo è notoriamente una sorta di mutazione genetica di un rotocalco, il Tg4 dal canto suo è indissolubilmente  legato alla personalità del direttore  Emilio Fede, e  rinuncia in partenza ad offrirsi come un Tg imparziale e competo, facendo del commento schierato una  sua peculiarità.


I MIGLIORI.

La performance migliore è stata invece quella del “poco spettacolare” Tg3, al 62% di fiducia, seguito a sorpresa dal Tg La7, che si è guadagnato  la stima di molti telespettatori anche grazie alle scelte fuori dal coro.

Gli italiani hanno apprezzato probabilmente il fatto che il telegiornale di Mentana abbia deciso di ridurre drasticamente il tempo dedicato alla trattazione della cronaca nera, a favore della discussione di altri argomenti, come la politica e l’economia, nel caso del Tg3 ad essere apprezzato è probabilmente  il fatto che presenti una fisionomia molto più istituzionale, e che lasci poco spazio all’intrattenimento.


I cali di fiducia
interessano dunque quasi tutti i telegiornali, ad eccezione del Tg La7 che ha avuto un incremento di fiducia  di 6 punti  rispetto al 2010, e addirittura di 17  rispetto al 2007, di Rai News24  che ha guadagnato 20 punti rispetto al 2007, infine Sky Tg 24 in riferimento allo stesso anno ha guadagnato  12 punti.

Il declino della fiducia non è un fatto occasionale, potremmo parlare piuttosto di motivi endemici, i telespettatori tendono a fidarsi sempre meno del piccolo schermo, ma  soprattutto utilizzano sempre di più internet per informasi: il 40% degli intervistati ha ritenuto internet il medium dove l’informazione è più indipendente e priva di condizionamenti.

Il telegiornale, quello della sera soprattutto, continua a rappresentare un rito, un’abitudine radicata per gli italiani, tutti i telegiornali totalizzano un ascolto medio di 20.800.000 spettatori, ma il deficit di credibilità è sempre più evidente, i telespettatori mal digeriscono le sviste – fortuite e non – di alcuni telegiornali.

Per  ulteriori approfondimenti  http://demos.it/a00662.php