Gianni Brera diceva che il calcio è lo sport più bello del mondo ma , ci sarebbe da scommetterci, oggi direbbe che l’approfondimento sportivo domenicale è bello almeno quanto il calcio giocato.
Gli italiani che tifano, che amano guardare le partite, considerano la domenica un giorno sacro, dedicato unicamente a questa attività. Fino a qualche anno fa, quando la PayTv aveva ancora un’aura elitaria e quando il digitale terrestre era il futuro, il programma principale per seguire la diretta dei risultati era “Quelli che il calcio” (raidue), a cui seguivano “DomenicaSprint” per vedere le interviste a caldo (dalle 17.00 alle 18.00) e ancora “90°minuto” (dalle 18.00 alle 19.00) per vedere le sintesi delle partite. Fatta eccezione per il posticipo serale della domenica, questa programmazione sarebbe potuta, e potrebbe, bastare. E invece è proprio la sera, in seconda serata, a fine giornata, che l’Italiano (medio) vuole seguire l’approfondimento. Perché i gol, si sa, vanno visti e rivisti numerose volte, spesso perché bellissimi, a volte perché irregolari, ma sempre perché sono e saranno oggetto di discussione, di confronto, di socialità da bar. Ma oltre ai gol c’è dell’altro: l’arbitraggio, una vera ossessione tutta italiana. L’arbitro non è considerato un uomo super partes di cui ci si fida, il cui giudizio insindacabile viene accettato (concedendogli l’attenuante dell’umana fallibilità), no! Egli è un martire, un imputato che ogni domenica è sottoposto al giudizio di milioni di tifosi e centinaia di giornalisti, tutti pronti ad additare il suo operato, a criticare (a freddo e rigorosamente in slow motion ) ogni sua singola decisione.
Cosa offre, dunque, la tv per assecondare questa infinita voglia di calcio la domenica sera?
DOMENICA SPORTIVA - RAI
Sin da che si ha memoria è sempre esistita la Domenica Sportiva, programma d’approfondimento sportivo (e non prettamente calcistico) di qualità, che si è sempre avvalso di grandi firme del giornalismo di settore a livello nazionale (Brera, Pizzul, Bartoletti, Stagno, Ciotti). Dal 1954 fino all’inizio degli anni ‘90, dopo la radiocronaca di “Tutto il calcio minuto per minuto”, era l’unico programma attraverso cui vedere immagini delle partite giocate. La DS ha di fatto creato un tipo di format che tutt’oggi è preso a modello.
All'inizio degli anni settanta la trasmissione introduce un'innovazione tecnologica che cambia radicalmente le discussioni sul calcio: la moviola. Attraverso la moviola le azioni salienti delle partite di cartello possono essere mostrate al rallentatore, analizzate e lungamente discusse. La critica che più spesso è stata mossa al programma, si basa sulla tendenza a dedicare troppo spazio alle tre grandi squadre del paese (Juventus, Milan e Inter) spesso snobbando del tutto altre partite “meno interessanti”; critica legittima fino a un certo punto, visto che il Servizio Pubblico non poteva e non può non tener conto del fatto che la sommatoria delle tre tifoserie, copre quasi la metà del tifo calcistico italiano.
Da quando però, a inizio anni ’90, il programma deve rapportarsi con una concorrenza diretta della tv commerciale e a pagamento, lo stile si è notevolmente uniformato, con un’arena di ospiti e commentatori non meno accaniti di quelli degli ‘show’ concorrenti. Oggi però, la DS sembra aver scelto di seguire una nuova strada, più moderata (grazie anche alla più blanda concorrenza di Mediaset in chiaro), esemplarmente chiarificata da Paola Ferrari, conduttrice del programma da sette anni, all’inizio dell’ultima stagione televisiva (Agosto 2011)
“la Domenica Sportiva è un'altra cosa: è il Festival di Sanremo del calcio. Svolgiamo appieno il nostro ruolo di servizio pubblico. Coniugando il giornalismo col talk. La scelta di De Paoli di fare a meno della moviola va proprio in questa direzione: gli episodi si guardano e si commentano senza accanimento, senza mai alzare i toni. La nostra è una piccola battaglia controcorrente, un modo di intendere la tv che rifugge da grida e insulti. Di pacatezza, intelligenza e ironia hanno tanto bisogno sia il calcio che la televisione" - Paola
CONTROCAMPO - MEDIASET (e PREMIUM)
Per anni (le due decadi a cavallo del millennio), l’unico vero competitor della DS è stato ControCampo. Era un programma strutturato, similmente a quello Rai, come un’arena, con due schiere di ospiti, che si confrontavano (spesso ad alti toni) solo sulla giornata calcistica appena conclusa. Si è però sempre caratterizzato in chiave intrattenitiva più che informativa, vista la presenza di personaggi quasi caricaturali quali Maurizio Mosca e Gianpiero Mughini.
Oggi, in tutte le trasmissioni sportive di Mediaset in chiaro, ci sono continui riferimenti e rimandi a programmi fruibili solo attraverso Mediaset Premium (offerta a pagamento). Questa è sicuramente la causa principale per cui due anni orsono, il programma d’approfondimento sportivo domenicale del gruppo, ControCampo, è stato trasferito da Italia1 (rete prettamente maschile, e in larga misura giovanile) a rete4. La si potrebbe definire quasi una strategia di demarketing, volta a far perdere un gran numero di contatti al fine di trasferirli sui canali Premium (che ci si augura abbiano sottoscritto l’abbonamento completo per poter vedere innanzitutto i matches e poi i relativi approfondimenti). Strategia per grandi linee fallimentare, visto che dopo soli due anni (di fatto regalati alla concorrente Rai) il programma è tornato su Italia1, in veste completamente rinnovata: niente più pubblico in studio, niente più modelle tifose, niente più ospiti-famosi-ultras-facinorosi, bensì una cerchia ristretta, formata dal conduttore Alberto Brandi, il giornalista (polemico e tifoso) Giuseppe Cruciani, il volto noto di Diego Abbatantuono e l’ex arbitro Graziano Cesari, con la grande novità rappresentata dal fatto che il pubblico può interagire telefonando in diretta in trasmissione e sollevare temi e domande agli ospiti. Ma resta il fatto che il programma, di durata più breve, e collocato in tarda seconda serata (CC-LineaNotte), sembra un’appendice di ben altri programmi meno superficiali, visibili solo sulla piattaforma a pagamento (XXL, La tribù del calcio, e su tutti Premium Football Club).
E’ SEMPRE GOL – CIELO (SKY)
Strategia inversa ha invece adottato il colosso ex monopolista dell’offerta satellitare, Sky. Al contrario di Mediaset che parte dall’offerta terrestre per giungere a quella a pagamento, Sky, affermatosi dapprima nel settore a pagamento, attraverso il canale Cielo sta ora provando a crearsi un numero di affezionati che magari il prima possibile, vista la qualità giornalistica del programma firmata SkySport, sottoscriva l’abbonamento alla piattaforma satellitare. Il programma a cui si fa riferimento è “E’ sempre Gol” condotto da Sara Benci, giornalista sportiva e volto noto di SkySport24; il programma propone le immagini del week end sportivo, partendo dalla serie A, ma senza tralasciare i campionati esteri europei, la serie B, il basket, il tennis e il rugby. Accanto alla Benci c’è Angelo Pintus (più noto come DjAngelo), comico triestino che ha assunto notevole fama negli ultimi anni grazie a Colorado Cafè (Mediaset) e Quelli che il calcio (Rai), che commenta ironicamente i fatti e imita alcuni personaggi del mondo del calcio. Prosegue così la politica di costruzione del palinsesto con gli appuntamenti più seguiti della tv generalista. Dopo la produzione dal quiz preserale - «Sei più bravo di un ragazzino di quinta?», prima produzione Cielo - e lo spostamento del TG alle 20 - collocazione privilegiata delle reti ammiraglie - non poteva mancare il salotto sportivo per commentare i risultati dei match domenicali.
SPORTITALIA
Non va assolutamente dimenticato, che la maggior quantità di frequenze ha prodotto una diversificazione dell’offerta, per tanti anni sperata, e che ora passi quasi sotto traccia sebbene sia di qualità, nonché prima vera forma di pluralismo informativo in tv. Si parla dei canali SportItalia, tre canali tematici specializzati appartenenti al gruppo Holland Coordinator and Service Bv. Visibili sia su digitale terrestre che su digitale satellitare, dal 2004 in poi è cresciuta in maniera esponenziale, sia dal punto di vista dei format che da quello del peso specifico che assume nella compravendita dei diritti sportivi. Infatti oltre alle immagini della serieA, le reti puntano ad acquisire a prezzi minori una serie di eventi sportivi snobbati dalle tv generaliste ma che riescono comunque a riscuotere un notevole successo, su tutti la SerieB, l’Eredivisie, la Liga Portoghese, varie competizione calcistiche sudamericane, nonché l’Eurolega di basket, la Volley Champions League, la Major Baseball League e altri sport. Ad ogni modo, sebbene la programmazione sia continua e predominata dal calcio, uno dei programmi di punta è proprio quello dell’approfondimento domenicale, perfettamente in linea con quello delle reti concorrenti. “Che Domenica”, condotto da Michele Criscitiello è una vera alternativa alla classica DS, vista la lunga durata, l’approfondimento rivolto a tutte le squadre, e la presenza di ospiti noti (calciatori, allenatori, e direttori di testate giornalistiche sportive)
(Articolo scritto per il corso di “Economia dell’audiovisivo e del multimediale”)