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Amanda Hocking, l'indie writer diventata milionaria

Auto-pubblicazione on-line: sarà questo il futuro dell'editoria?

Amanda Hocking, l'indie writer diventata milionaria

di ROSSELLA PISANO (22 01 2012)
 

 Le nuove tecnologie cambiano il nostro rapporto con i mezzi di comunicazione e anche con il mondo dei libri. Ci sono sempre più Ipad, e-book reader e via dicendo. Domani potremmo tutti essere editori di noi stessi on-line? La storia di Amanda Hocking, giovane scrittice statunitense in arrivo sugli scaffali italiani (virtuali e non) sembra far intravedere nuove strade per il mondo dell'editoria.

Le infinite possibilità offerte dal web sono sotto gli occhi di tutti. E ovviamente il mondo dell'editoria non può ritenersi immune dai cambiamenti in atto. Oltre a nuovi formati e nuovi gadget di lettura - che dividono molti in entusiasti cultori del nuovo e nostalgici della fisicità unica del libro - anche i circuiti di produzione e distribuzione stanno subendo dei radicali cambiamenti. O almeno è quello che sembra suggerire la storia di Amanda Hocking, diventata autrice di bestseller auto-pubblicandosi su Amazon, a costo zero e con guadagni da capogiro.


Chi è Amanda Hocking? È una ragazza di 27 anni, nata e cresciuta nelle campagne del Minnesota, senza tv e non navigando esattamente nell'oro. Fin da bambina ha una forte passione per la letteratura, con una forte passione per la lettura e la scrittura. Appena alla fine delle superiori si ritrova ad aver scritto scritto circa 50 racconti brevi, oltre ad aver cominciato un gran numero di romanzi. Il primo portato definitivamente a 17 anni, lo fa leggere orgogliosa a parenti e amici, e comincia a inviarlo ad alcune case editrici. Ma nessuna di queste sembra interessata e da lì si susseguono tutta una serie di continui rifiuti, sia a questo che a altri suoi scritti successivi. 

La svolta.  Il 15 aprile 2010 Hocking decide di mettere il suo primo libro su Amazon, per i lettori di Kindle, nel tentativo di far diventare la sua passione anche il suo lavoro. In poco tempo vende 9 copie al giorno di My blood approves, romanzo sui vampiri ambientato a Minneapolis. A maggio carica altri due romanzi della serie, Fate e Flutter, 264 copie vendute. A giugno le vendite salgono a più di 4mila libri; a luglio carica Switched, il suo preferito tra i romanzi scritto in poco più di una settimana, che solo in quel mese le fa guadagnare 6mila dollari.

Editrice di se stessa. Un anno fa, nel gennaio 2011, Hocking vende più di 100mila libri al mese. Non avendo un editore può scegliere da sé la politica di prezzi: fa pagare 99 cent il primo libro della serie, per attirare i lettori, e poi aumentare il costo di copertina a 2,99 dollari. Prezzi molto bassi paragonati a quelli di un libro di carta. In proporzione però le royaltise premiano. Amazon da il 30% dei diritti per i libri a 99 cent e fino al 70% per le edizioni a 2,99 dollari, molto più del 10-15% delle tradizionali case editrici. E lo scorso novembre Amanda è entrata a far parte del Kindle Million Club.

Rivoluzione editoriale? Amanda Hocking oggi è considerata una pioniera della rivoluzione editoriale che sta cominciando a cambiare l'universo tradizionale dei libri grazie agli e-books. La sua scalata è avvenuta proprio quando l'auto-pubblicazione ha svoltato, e da parente povera della carta stampata è diventata un'industria da milioni di dollari. Solo un paio di anni fa auto-pubblicarsi veniva considerato una sorta di ultima spiaggia per aspiranti scrittori senza talento. Non è più così. Secondo una ricerca pubblicata sul blog letterario Noverltra i 25 autori di bestsellers su Kindle, solo sei hanno già pubblicato con case editrici. Nel 2010 il mercato degli e-books ha raggiunto quota 878 milioni negli Stati Uniti, quattro volte tanto rispetto al 2009.

Rivoluzione, si. Ma quanta fatica. La giovane scrittrice però non è al 100% entusiasta del suo ruolo di avanguardista dell'auto-pubblicazione: La gente mi dipinge come un’icona: non lo sono. Auto-pubblicarsi è una fantastica opportunità, ma non voglio diventarne il simbolo. Vorrei che la gente parlasse dei libri che ho scritto, non di come li ho scritti”, si legge nella sua intervista al Guardian. Inoltre la gestione fai-da-te comincia ad essere diventare un lavoro troppo faticoso per una sola persona: Mi fa andare in bestia, perché davvero ho provato a far funzionare tutto, semplicemente non ci riesco. È troppo; è spossante ed è difficile. E comincia a pesarmi a livello emotivo. So che sembra strano e lamentoso, ma è vero”.

E quindi si fa pubblicare. Alla fine, era diventato così stressante pubblicarsi da sola, che Hocking ha deciso di rivolgersi al tradizionale mondo del libro che per tanto tempo l’aveva rifiutata. Per 2,1 milioni di dollari ha affidato la pubblicazione della prossima serie di romanzi a St Martin's Press negli Stati Uniti e a Pan Macmillan nel Regno Unito. L’accordo comincia questo mese, con una versione stampata di Switched (in Italia lo pubblica Fazi), un racconto d’amore frenetico, protagonisti dei troll scambiati alla nascita con bimbi umani. 

Entrambi gli editori di Hocking parlano dell’accordo per sostenere la tesi secondo la quale libri tradizionali e e-books possono convivere in armonia. La cosa strana, in questa storia, è che una delle figure chiave della rivoluzione dell’auto-pubblicarsi è ora sbandierata dalle grosse case editrici come prova che l’editoria tradizionale è viva e vegeta.