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Libri, librai, lettori: dalla carta alle reti

La comunicazione del libro tra mainstream, virtualità e social network

Libri, librai, lettori: dalla carta alle reti

di GIOVANNI PRATTICHIZZO (06 03 2012)

Il libro è protagonista ed oggetto del mutamento culturale e sociale. Si stanno verificando alcuni cambiamenti impercettibili ed altri inaspettati ma ben visibili agli autori, editori e al pubblico di lettori. Da più parti leggiamo del passaggio dalla carta al digitale, del nuovo mercato dell’e-book, di editoria on line, di lettore moderno. Senza dubbio un quadro ampiamente esaustivo di quello che è accaduto negli ultimi vent’anni e si sta verificando in Italia lo offre il saggio “Comunicare con il libro. Autori, editori, librai, lettori, generi, e-book” (Mondadori Università, 2011), a cura di Michele Rak.

Il volume muove innanzitutto dall’idea che il libro si configuri ancora come uno dei media più significativi ai fini dell’arricchimento umano e culturale. Esso continua ad essere il più efficace e utile strumento per l’apprendimento, la formazione, la comunicazione in parallelo agli altri media, i periodici, la televisione, internet. Attraverso il libro, poi, é possibile acquisire quelle conoscenze e competenze necessarie per inserirsi nel discorso della propria e delle altre comunità.  Nel contempo ogni azione di lettura contribuisce a produrre identità sociali.

Il libro, poi, é un medium che mette in circolazione idee e produce conoscenza, é veicolo di modelli culturali, agente di socializzazione dell'individuo ed ha una funzione estremamente educativa. Come scrive Umberto Eco: “il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio”. Al tempo stesso, le innovazioni tecniche e tecnologiche stanno modificando e cambieranno la circolazione delle idee, la rapidità dello scambio dei testi, i loro linguaggi e le loro lingue, l'accessibilità e leggibilità delle opere e i piaceri della lettura, della visione e dell'ascolto.  
Il saggio  è articolato in alcuni ambiti di approfondimento tra i quali sono da segnalare il focus sul mercato editoriale in Italia; l’analisi dei settori della produzione libraria; le modalità di distribuzione e vendita del libro e una riflessione sulle tipologie di comunicazione del libro.
Ad esempio, nell’analisi sul mercato editoriale in Italia emerge come questa rappresenti il sesto produttore di libri sul pianeta per fatturato e il settimo per titoli pubblicati. Dall’analisi attenta ed esauriente dei dati Istat presentati nel saggio curato da Francesca Vannucchi si scopre che fino all'inizio Duemila la tendenza (ossia la crescita del numero di editori) è stata positiva. Tra il 2004 e il 2008 si è assistito ad un'inversione di tendenza. Così come la distinzione tra piccoli, medi e grandi editori non riguarda la qualità della produzione o il successo riscosso dall’impresa sul mercato ma si riferisce solo al numero di titoli pubblicati durante l’anno: i piccoli editori stampano da 1 a 10 titoli; i medi da 11 a 50 e i grandi oltre 50 titoli. I dati dell’Aie, poi, segnalano che nel 2008 sono stati pubblicati 58.829 titoli con il 74,8% dei titoli stampato dai grandi editori. Un altro dato significativo è l’aumento di quanti lavorano all’interno delle attività produttive. Se si considerano le figure professionali coinvolte, compresi i proprietari, ma ad eccezione dei collaboratori e dei consulenti esterni, gli addetti registrati nel 2001 sono 4100; nel 2008 se ne contano 6400, con una crescita del 56,1%.
Una questione centrale evidenziata nel saggio su I settori della produzione libraria di Daniela Sideri riguarda quella relativa alla identificazione e catalogazione dei generi letterari che rappresentano il terreno di confronto e di intersezione tra testi e gruppi, produttori e fruitori. Il mondo dell'editoria classica, nella quale i generi si determinavano sulla base delle caratteristiche letterarie dei testi, si confronta oggi con la cultura mediale, l'intertestualità e la proliferazione di tipologie testuali producendo generi sempre meno identificabili. L’aumento di una domanda specializzata evidenzia inoltre una tendenza dei lettori a suddividersi sempre più sulla base di esigenze e interessi peculiari. Nella produzione libraria negli anni 2000-2008 emergono quattro esigenze intrecciate a quattro pubblici rilevanti che distingue: il romanzo, per chi desidera vivere le vite degli altri; la saggistica, per chi ama informarsi in modo critico e consapevole; la divulgazione, per soddisfare le curiosità del pubblico e le opere d’infanzia, per le esigenze di scoperta e socializzazione dei più piccoli. E il lettore mediale che desidera utilizzare la letteratura e i suoi generi deve muoversi nel flusso delle persone, azioni, intrecci, icone e modelli che apprende attraverso l’uso e la frequentazione inevitabile dei media. Nel saggio vengono individuati tre profili di lettore/consumatore nel mercato del libro della cultura mediale:
1) il bookbuyer: compratore di libri, lettore occasionale.
2) il cultural consumer: viaggiatore attivo, lettore forte ed esperto, che sa muoversi consapevolmente tra generi e testi e sa scegliere.
3) il media consumer: viaggiatore fermo, che consuma tutte le tipologie testuali messe a disposizione.
Le modalità di accesso al libro influiscono e influenzano sia il comportamento del lettore che l’intero sistema letterario come scrive Baldassari nel saggio dedicato alla Distribuzione e vendita del libro. Leggere un libro significa metterlo alla prova. Le azioni di lettura sono profondamente condizionate dal nuovo scenario mediale in cui il lettore si muove e sceglie così come, negli ultimi anni, le politiche sulla lettura sono state focalizzate soprattutto sul far leggere di più i lettori forti e i non lettori. Interessante la ricostruzione dello scenario del mercato del libro che emerge dal saggio attraverso l’analisi della distribuzione e vendita del libro e l’osservazione delle caratteristiche del nuovo profilo del Bookbuyer. In particolare, nel primo caso, viene effettuata una differenziazione tra la Distribuzione e Lettura Orientata (case editrici; librerie tradizionali e virtuali; edicole; fiere e le M&M Bookshop) e la Distribuzione e Lettura Labirintica (grande distribuzione; Autogrill; Blockbuster e i PT shop). Nel secondo caso il saggio propone un salto in avanti in merito alla dicotomia che da sempre caratterizza il lettore/acquirente multicanale: da debole/forte a lettore semplice e lettore complesso. Dalle ricerche di Demoskopea, Doxa, Eurisko, Eurispes, Istituto Piepoli e A.C. Nielsen Italia degli ultimi anni, presentate nel saggio, emerge fortemente la propensione delle nuove generazioni a muoversi con abilità nel mondo digitale anche se il canale di acquisto rimane ancora la libreria tradizionale mentre il momento preferito per la lettura del “tempo libero” sono gli istanti prima di andare a dormire. Nel 2008 il 10% dichiara di leggere un libro all’anno, il 32% da 2 a 5, il 13% da 6 a 10 e il 12% oltre i 10 libri all’anno. A mano a mano che cresce il livello d’istruzione aumenta la lettura di libri passando dal 38% delle persone senza alcun titolo al 92% dei laureati. E la classifica delle caratteristiche che portano all’acquisto del libro vede al primo posto il genere seguito dall’autore, dalla recensione, dal passaparola, dal titolo e, in ultimo, dal prezzo.
Il lettore, per acquistare un libro, ha bisogno di sapere che esiste, deve essere sedotto dal titolo, dalla trama, dalle immagini. Deve essere informato. Solo così potrà decidere di impiegare tempo e denaro nell’acquisto e nella lettura di quel testo. Libro e lettura dipendono anche da un’efficace comunicazione come si racconta nell’ultimo saggio del volume curato da Sarah Bonciarelli.
Eventi, fiere, pubblicità, recensioni, televisione, radio, festival: tutto ciò riguarda la promozione culturale. Se il libro di per sé è un veicolo di conoscenza e comunicazione, esso stesso ha bisogno di essere comunicato affinché possa a sua volta dialogare con i lettori mediali. Per comprare un romanzo il lettore ha bisogno di sapere chi lo ha scritto, quale editore lo ha pubblicato e dove lo può trovare. Ha bisogno di sapere che esiste, deve essere sedotto dal titolo, dalla trama, dalle immagini. Deve essere informato. Solo così potrà decidere di impiegare tempo e denaro nell’acquisto e nella lettura di quel testo.
Libro e lettura dipendono poi da un’efficace comunicazione. I canali comunicativi presi in considerazione sono le vetrine, le recensioni, gli annunci pubblicitari, le interviste, gli eventi letterari, la radio e la televisione. Per ciascuno di questi mezzi sono state individuate le principali caratteristiche e ne sono state rappresentate le potenzialità nel raggiungere pubblici non omogenei in diversi momenti della giornata e della vita. L’indagine ha analizzato le forme della presenza televisiva e radiofonica del libro, l’aspetto della mediazione attraverso le recensioni giornalistiche, l’aspetto persuasivo attraverso gli annunci pubblicitari di libri e il contatto diretto autore/editore/lettore, attraverso le diverse forme dell’evento letterario.
Sarà inevitabile, in futuro, un coinvolgimento maggiore dell’autore in forme di comunicazione partecipativa per raggiungere in maniera capillare e diretta i propri lettori, anche attraverso le potenzialità offerte dalle tecnologie. Alla comunicazione che passa attraverso i media tradizionali e generalisti, si deve affiancare sempre più una comunicazione convergente e multimodale, in grado di raggiungere pubblici differenziati e competenti. Sia che si decida di entrare in libreria, di fermarsi davanti ad una bancarella piena di volumi, o di preferire l’acquisto on line l’integrazione tra i media nello scenario della comunicazione può inevitabilmente incrementarne l’uso e la diffusione.
Il motore di tutto ciò è e rimane, in definitiva, una incontenibile alchimia fra lettore, lettura e libri: comprare un libro, scrive Rak, è scommettere su alcune ore di vita rinunciando ad altre azioni più o meno valorose. Che il medium libro esista e resista nel suo "lavoro" garantisce all'umanità le sue radici storiche, sociali e culturali e offre nutrimento a chi ne ha fatto da sempre il principale dispositivo di democrazia e di socializzazione.