Cinema: original is better
Cinema: original is better

In Italia e nel resto del mondo compare un nuovo interesse per i film in lingua originale: da prodotto d'élite a genere di massa
Nel 1932 fu inventato il doppiaggio che fu applicato soprattutto dalle Major hollywoodiane attraverso il lavoro di attori Italo-Americani che, comunque, raggiungevano un risultato mediocre: l'inflessione straniera restava troppo marcata e non sufficientemente italianizzata.
L'Italia di Mussolini decise perciò di non acquistare prodotti doppiati all'estero, e crea un proprio circuito che vede al suo interno Rosetta Calavetta (voce di Biancaneve nel film del 1938), Lidia Simoneschi (Lady Cocca nel Robin Hood del 1970), Romolo Costa (voce di Clark Gable e Gary Cooper).
La tradizione, iniziata negli anni Trenta, andrà avanti nel tempo, dando vita a numerose generazioni di doppiatori tra cui ritroviamo i nomi più conosciuti e amati come quello di Ferruccio Amendola e di Glauco Onorato, storiche voci rispettivamente di Sylvester Stallone e Bud Spencer.
Ancora oggi, in Italia, sono numerose le accademie che insegnano quest'arte difficile e affascinante di cui sono grandi interpreti Giancarlo Giannini, Ilaria Stagni e Pino Insegno. Questa pratica si è talmente radicata nel nostro cinema che non si riescono ad immaginare personaggi con voci diverse da quelle assegnategli dai nostri doppiatori: sentir parlare Homer Simpson in americano o in altre lingue ci imprime un senso di sfiducia e d'incredulità nel cartone stesso.
Le ragioni di questa connessione fortissima tra cinema, doppiaggio e pubblico sono tante: il forte ostruzionismo verso le lingue estere praticato dal fascismo; un certo sciovinismo applicato anche alla lingua italiana; una visione principalmente ludica e disimpegnata del cinema, unita alla pigrizia. Inoltre, ancora manca la comprensione del fatto che la lingua è una forma d'espressione di valori, logiche, sentimenti di un popolo che va rispettata e capita.
Cambio di direzione. Lentamente, però, il circuito cinematografico italiano sta riscoprendo i film in lingua originale. Tale processo si è velocizzato soprattutto negli ultimi mesi, dimostrando una riscoperta dell'importanza e del gusto per questo tipo di cinema.
C'è una maggior attenzione ai particolarismi e alle differenze, forse in risposta all'azione uniformante della globalizzazione. E' grande l'interesse per le altre culture, volto al rilancio delle relazioni internazionali, basate sul rafforzamento dei sentimenti di rispetto, uguaglianza e tolleranza tra popoli. Forse, tutto ciò è anche simbolo di una nuova visione del cinema, non più considerato solo come sospensione delle capacità cognitive e di ragionamento.
Probabilmente, si è diffusa maggiormente l'idea che il film sia una finestra mondo, un mezzo con cui entrare nel cuore delle pratiche culturali e sociali dei diversi popoli da comprendere anche attraverso il loro linguaggio, portatore di significati che vanno oltre il senso letterale e testuale delle parole.
La dimostrazione di questa apertura si ha nelle tante iniziative mirate a far passare il cinema in lingua originale da prodotto d'essay a pratica diffusa tra il pubblico. A Roma e in altre città italiane, infatti, si stanno svolgendo numerosi festival e programmazioni volti sia ad avvicinare gli spettatori a questo tipo di visioni, sia a cambiare il modo in cui il cinema ragiona su se stesso.
I film in lingua originale nei cinema romani. Sono tantissimi i film in versione originale previsti dalle programmazioni dei cinema della capitale.
Il cinema City, ogni lunedì e giovedì, proietta delle pellicole non doppiate e nuovissime, come The Avengers di Joss Whedon, Mirror Mirror di Tarsem Singh, Bel Ami di Declan Donnellan e Nick Ormerod, Dark Shadows di Tim Burton.
La Casa del Cinema di Villa Borghese prevede la proiezione in lingua originale del film New York New York di Martin Scorsese, risalente al 1957.
Stessa cosa accede al Cinema Lux e all'Odeon: ogni giovedì vengono proiettati i film in lingua originale, anche di ultima uscita, come Dark Shadows oppure American Pie: Reunion.
Il cinema Nuovo Olimpia, invece, riserva le proiezioni in versione originale per il venerdì, e anche qui troviamo film appena distribuiti, come appunto Dark Shadows.
La tendenza, quindi, non è più quella di tenere i film in lingua originale per le piccole sale sconosciute ed elitarie, proiettando soli pellicole antiche, di nicchia. La direzione è esattamente opposta: anche i cinema grandi e commerciali inseriscono nelle loro programmazioni film nuovissimi in lingua originale, nei giorni di grande affluenza di pubblico e in maniera continuativa.
I Festival tematici. Se nei cinema, l'amore per le versioni originali è cosa recente, le rassegne dedicate a questo tipo di film sono cosa più radicata. Eppure, anche in questo campo, si nota un'accelerazione e una moltiplicazione delle iniziative.
Solo a Roma, e solo nei mesi di aprile e maggio del 2012, si sono svolti due festival rivolti uno al cinema spagnolo e l'altro a quello francese.
Si tratta di Cinema Spagna proposto dal Cinema Farnese Persol, una rassegna prevista dal 4 al 10 maggio, sul cinema iberico in lingua originale che prevede pellicole come Familia di Fernando León, Lobos de Arga di Juan Martínez Moreno, Madrid, 1987 di David Trueba.
L'altro festival è Rendex-vous: nuovo cinema francese. La programmazione, che va dal 17 aprile al 13 maggio, abbraccia i generi più disparati, dalla commedia al biopic, tutto in lingua originale e con pellicole nuovissime. La rassegna infatti ha una triplice funzione: far conoscere artisti sconosciuti; esportare il cinema francese in Italia; promuovere la visione dei film in lingua originale.
Anche la Rai accoglie il progetto. Dell'importanza di vedere film non doppiati se ne è accorto anche Giulio Tremonti: l'ex Ministro dell'Economia lo scorso 25 febbraio ha indirizzato una lettera al Corriere della Sera per esortare la RAI a trasmettere i film in inglese con i sottotitoli in italiano. Tale decisione, secondo Tremonti, permetterebbe al popolo italiano di apprendere la «la lingua della globalizzazione» rendendo il nostro paese più competitivo a livello internazionale.
Effettivamente, le tre reti pubbliche forse non sono ancora pronte, diversamente dal canale tematico Rai Movie. Enzo Sallustro, consulente editoriale di Rai Movie presente all'inaugurazione del festival Rendez-vous, ha infatti lanciato il progetto di una programmazione filmica in lingua originale sottotitolata a partire da giugno 2012. Il rappresentante del canale cinematografico ha incentivato fortemente questa scelta editoriale perché dice che, sebbene questa decisione farà calare gli ascolti del 50% , «non si vive di solo share».
Non è la prima volta che Rai Movie propone opere in lingua originale; c'era già stata la pionieristica avventura dei martedì sera in lingua originale, durata da settembre a novembre del 2011. Stavolta però, la programmazione non coprirà solo pochi mesi, ma sarà permanente al fine di diffondere la passione per il cinema in lingua originale.
L'obiettivo di queste tante iniziative è quello di riuscire ad istituire due diversi tipi di cinematografia che possono e devono coesistere: uno italiano, l'altro in lingua straniera.