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Cresce il just-in-time (nonostante l'Italia)

Alcune ricerche mostrano come cambia il modo di informarsi e di interagire

Cresce il just-in-time (nonostante l'Italia)

di SONIA SEGHETTA (14 05 2012)
Sonia Seghetta
IPhone

Il 70% dei giovani americani possessori di telefoni cellulari e l'86% di quelli che usano smartphone risolvono in tempo reale ogni quesito. E in Italia la "folla intelligente" cresce: sono 25 milioni gli utenti just-in-time.

La possibilità di risolvere in tempo reale ogni quesito mediante l’uso di un telefono connesso a Internet sta cambiando il modo di informarsi e di interagire: è il fenomeno del just-in-time. Coordinare un incontro, scegliere un ristorante, conoscere il risultato di una partita, avere informazioni sul traffico o un aiuto in caso di emergenza sono tutte attività che ha effettuato, almeno una volta nell’ultimo mese, il 70% dei giovani americani possessori di telefoni cellulari e l’86% dei possessori di smartphone. Più in generale, il 62% della popolazione americana adulta è un utente just-in-time.

I dati, relativi ai primi mesi dell'anno, provengono da una ricerca condotta dalla Princeton Survey Research Associates International diffusa dal Pew Internet & American Life Project, un organismo indipendente che si occupa di raccogliere informazioni riguardo alle abitudini e alle tendenze che si affermano in America e nel mondo.
Interessanti informazioni sono emerse dal sondaggio telefonico rivolto a un campione di diciottenni. Ecco i nuovi modi di fruizione impiegati almeno una volta nei 30 giorni precedenti l'intervista:

  • il 41% ha organizzato almeno un incontro;
  • il 35% ha risolto un problema imprevisto;
  • il 30% ha scelto un esercizio di attività, come un ristorante;
  • il 27% ha trovato informazioni per la soluzione di un dilemma;
  • il 23% ha cercato il risultato di un evento sportivo;
  • il 20% ha ricevuto informazioni aggiornate sul traffico o sul modo più veloce per raggiungere un luogo;
  • il 19% ha trovato aiuto in una situazione di emergenza.

Per quanto riguarda l’Italia, la penetrazione di smartphone ha ormai raggiunto il 50% di chi possiede un telefono cellulare, la più alta in Europa. I numeri diffusi da Nielsen, società leader mondiale nella rilevazione di dati sui consumi e sull’utilizzo dei media, sembrano piuttosto interessanti:

  • 25 milioni di italiani possiedono uno smartphone;
  • 16 milioni hanno accesso alla rete;
  • quasi 9 milioni scaricano applicazioni dal web.

I possessori italiani di smartphone e tablet, inoltre, sembrano essere più propensi degli amici tedeschi e inglesi ad acquistare on line. 

Grafico dati Istat
Anche i dati pubblicati nel sito web dell’Istat, relativi all'Utilizzo del PC e di Internet negli ultimi 12 mesi, evidenziano come il 51,5% della popolazione italiana (di età superiore a 6 anni) ha effettuato almeno una connessione a Internet. Il valore sale notevolmente se si considera una fascia di età più giovane, quella compresa tra i 15 e i 17 anni, arrivando a toccare l’89,1%.
Interessante anche il dato sulla popolazione ultra sessantacinquenne su Internet che negli ultimi dieci anni cresce più di ogni altra fascia di età: fino a sette volte i valori registrati nel 2001.
Se si guarda, però, all’uso quotidiano della rete, i dati scendono di molti punti, anche tra i diciottenni, arrivando addirittura al 61,2%. Tra le regioni che utilizzano meno la rete figurano la Puglia e la Basilicata, entrambe presentano una media del 20,6%, mentre tra quelle più virtuose spiccano la Lombardia con il 33,7%, seguita dal Lazio con il 32,3% della popolazione.

Mentre si va affermando quella “folla intelligente” di cui Harvard Rheingold parlava quasi dieci anni fa (Smart mobs. Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura), capace di sviluppare una sorta di intelligenza collettiva, creativa, veloce e mobile, il nostro Paese sconta ancora deficienze e ritardi strutturali. I giovani italiani, però, mostrano una grande apertura dal punto di vista culturale a tutto ciò che è innovazione tecnologica e, come è emerso anche dal Mobile World Congress di Barcellona, il mercato dell’advertising potrebbe offrire loro interessanti opportunità. Perché, allora, non ricominciare proprio da qui?