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Sapienza città aperta

La condizione degli studenti stranieri

Sapienza città aperta

di CARMELA CAMMISA, SIMONE FRANCONIERI, GIANMARCO MURRONI, DARIO PARLAPIANO, DAVIDE SERUSI E GIULIANO TUFILLARO (19 07 2012)

Inchiesta sugli studenti stranieri iscritti a La Sapienza di Roma. Il servizio mostra alcuni dei motivi che spingono questi ragazzi a scegliere l'Italia come meta per il proprio percorso accademico e mette in luce le problematiche che hanno dovuto affrontare durante la loro esperienza. Il lavoro intende offrire un quadro generale sulle aspettative che lo studente straniero nutre verso il mondo universitario italiano.

Il mondo globalizzato ha annullato i confini tra gli Stati, ha permesso ad un numero sempre maggiore di persone di spostarsi da un luogo all’altro. Per viaggiare, per lavorare, per studiare.
Al giorno d’oggi molti studenti decidono di studiare lontano dal loro paese natale per vari motivi: per imparare una nuova lingua, per fare nuove esperienze, per problemi nello stato di provenienza. Secondo l’UCSEI (Ufficio centrale studenti esteri in Italia) attualmente sono circa 20mila gli stranieri che studiano nel nostro paese. E’ un dato molto basso, soprattutto se confrontato con gli altri Stati europei.


L’Italia è infatti all’ultimo posto nell’Ue, dietro solo alla Grecia, nell’accoglienza di studenti stranieri con l’1,8% sul totale degli universitari, contro una media dei paesi europei tra il 6% e l’8%. Un focus su “La Sapienza” di Roma ha permesso un’analisi sulle condizioni degli studenti stranieri: burocrazia, differenze con le università del proprio paese, integrazione, sussidi e prospettive post-laurea.

Burocrazia: Gli studenti stranieri che decidono di intraprendere un percorso accademico a “La Sapienza” devono fornire una documentazione più ampia per potersi iscrivere all’ateneo. A volte può capitare che ricevano aiuto dalle loro ambasciate, altre volte che debbano fare tutto da soli.

Differenze con le università del proprio paese: Molte diversità si riscontrano tra “La Sapienza” e il mondo accademico di cui questi studenti facevano parte. Le principali differenze provengono dalle modalità di valutazione e dall’approccio con i professori. Integrazione: La nostra università accoglie in modo molto favorevole gli stranieri di altri paesi. Dalle interviste è emerso come questi studenti siano aiutati ad integrarsi sia dal punto di vista della lingua che della didattica.

Sussidi: Non tutti gli studenti che vengono a studiare a “La Sapienza” sono aiutati da finanziamenti universitari o del loro paese d’origine. Comunque, per chi si trova in difficoltà economiche, LAZIODISU offre borse di studio e posti alloggio. La relazione sui benefici a concorso dell’anno accademico 2010/2011, presentata da LAZIODISU, riporta le percentuali di studenti stranieri che hanno richiesto la borsa di studio e/o l’alloggio: 10% extracomunitari, 2,1% comunitari. Tra i cittadini non facenti parte dell’UE si osserva una maggioranza di richieste di cittadini albanesi (751, il 24,45%) seguiti dagli iraniani (339, l’11,04%) e dai cittadini rumeni (325, il 10,58%). Gli esiti delle domande sono favorevoli: 79,33% di studenti vincitori, 2,67% di idonei e solo il 18% di studenti esclusi.

Prospettive post-laurea: Studiare in Italia, poi tornare nel proprio paese o fare altre esperienze. Questo è emerso dalle interviste agli studenti de “La Sapienza”, insieme a tanti dubbi per il futuro. Ciò potrebbe essere determinato dal maggiore appeal delle nostre università, appeal che purtroppo non riescono a garantire le opportunità di lavoro date dal nostro paese.