C’è un diritto al quale teniamo tutti, ma che noi europei tendiamo a dare per scontatto: il diritto ad essere (bene) informati. E’ un diritto tanto più importante in tempi di crisi, quando il potere di chi decide per noi -- in Europa, ma anche nei nostri governi -- sembra più che mai lontano. Questo diritto, il diritto di sapere, si sta assottigliando.
Il trattamento delle notizie da parte dei maggiori quotidiani italiani
Su ComunicLab, Metro e www.EurActiv.it "Una finestra sull'Europa" aperta sulla stampa e sulla rete
Tana De Zulueta,giornalista e portavoce italiana dell' European Iniziative For Media Pluralism, ne discute con gli studenti e docenti dell'Università “La Sapienza”.
È facile che il nome di Rupert Murdoch venga citato durante una lezione-incontro di giornalismo presso una qualsiasi università che si occupi di comunicazione ma che questo venga evocato in due lezioni susseguenti di materie diverse, in cui emergano opinioni opposte circa la sua figura di uomo d’affari, lo è molto meno.
Sulla stampa e nella televisione italiana si legge e si sente spesso parlare di conflitto d’interessi e diritto d’informazione. Ma che cosa siano e quale sia il collegamento tra le due cose non è sempre chiaro.
In questi anni essere un cittadino del mondo, ancor peggio se in Italia, è davvero complicato.
Questo lunedì 6 maggio è morto il Senatore a vita Giulio Andreotti. Protagonista discusso di almeno mezzo secolo di vita democratica italiana, in qualche modo il suo funerale è stato il funerale della Democrazia Cristiana, in forza alla quale era stato sette volte Presidente del Consiglio. Uno dei pochi uomini politici della cosidetta Prima Repubblica ad aver stimolato in profondità le corde dell'industria culturale italiana.