Registrati | Login

Comunicando

Gianni Letta e i media all’insegna di gossip e spettacolo

di MARIO MORCELLINI (24 04 2009)

L'impossibilità della comunicazione istituzionale ai tempi delle soft news

Condividi:

Il Gianni Letta che non ti aspetti. Il profilo comunicativo e la percezione pubblica di quest’uomo sono così in contrasto con il salotto dei media da farlo sembrare poco italiano. È stata singolare la lezione di giornalismo con cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha chiuso il ciclo di Lezioni all’Audi torium. E non tanto per l’equili brio con cui ha raccontato la sua interpretazione del mestiere di giornalista. Questa dimensione, come dire, è largamente acquisita.

La novità è nello stile, e persino nella pena, con cui ha svelato un rapporto profondo e risentito con un clima culturale segnato dagli imperativi dello spettacolo e del gossip, che inquinano le più importanti manifestazione della nostra vita associata, dalla politica ai giornali, dal racconto dell’emergenza abruzzese alla logica delle tv.
Non meno sorprendente la citazione di un’esperienza autobiografica: lo sforzo di coinvolgimento dei giornalisti, risalente agli esordi del governo Berlusconi, nel tentativo di appassionare o almeno sensibilizzare gli addetti all’informazione sui processi amministrativi, il senso delle delibere e il valore delle norme. Ma il risultato paradossale di quell’esperimento di mobilitazione dell’attenzione e di generosa trasparenza istituzionale, opportunamente sottoposto ad aggiustamenti e verifiche, si è tradotto in un’amara dichiarazione di sconfitta. Questa è stata la vera lezione magistrale: l’avvincente racconto di come un uomo che prova ad aprire le porte del Palazzo è indotto a passare dall’esercito di quelli che «parlano senza lavorare a quanti scelgono di lavorare senza parlare».