ComunicArte
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Valorizzare il classico con il moderno, una prerogativa sempre più necessaria per il Museo di Arte Sanitaria di Roma.
Il museo, situato nell’ala settecentesca dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia, espone: un fondo antico, le Collezioni Capparoni, Ovio, Solinas, Cavalli Mulinelli, ed il fondo Carbonelli.
A completamento dell’esposizione anche la ricostruzione di una farmacia e di un laboratorio.
Unico nel suo genere, il museo segue un criterio espositivo dichiaratamente tradizionale, volutamente non didattico e scarsamente divulgativo. L’allestimento è frutto, infatti, delle scelte messe in atto all’epoca della sua creazione (1933): gli oggetti, esposti per la gran parte in mobili stile impero, sono divisi in base alle collezioni e seguono l’ordine interno dei vari fondi, di volta in volta acquisiti.
Museo che serba in sé estreme potenzialità espressive, vittime di una poco degna messa in valore. L’immensa ricchezza dei contenuti, rigidamente costretta in una ermetica esposizione (troppo ancorata, forse, ad una visione classica della fruizione museale) chiede oggi, necessariamente, di essere ri-valorizzata.
Alla narrazione degli oggetti dovrebbe essere restituito un senso logico degno di collezioni di tale portata. Pertanto andrebbero realizzati percorsi tematici sulla base di linee interpretative in grado di comunicare ad un fruitore sia generico che specialistico. Maggiore fruibilità pertanto è quella che necessitano gli oggetti, possibile solo attraverso una ri-progettazione dell’allestimento.
Interventi mirati e più urgenti sono quelli da effettuare su tutto l’apparato testuale, dalle semplici didascalie, alla realizzazione di pannelli esplicativi, supporto indispensabile ad una più facile comprensione.
Successivamente sarebbe auspicabile implementare le strategie di comunicazione attraverso strumenti di interattività quali totem, ad esempio, o semplici dimostrazioni pratiche nel laboratorio alchemico o nella farmacia, ad oggi ricostruzioni inutilizzate.
Senza decontestualizzare gli oggetti dal loro supporto espositivo, pertinente da un punto di vista storico-artistico, il museo esige un ripensamento globale delle metodologie espositive e curatoriali, capace di integrare armonicamente l’attuale prospettiva classica con una più moderna.