Auditelo
Auditelo
Proviamo a smuovere le acque chete dei fantauditeliani lanciando l`ennesimo game: la televisione “raffigurata” dagli altri media. Un esercizio al quale ci dedichiamo da tempo e che trova terreno fertile e una certa bibliografia nel campo cinematografico, ma che appare meno frequentato nel campo dei fumetti e della musica cosiddetta “leggera”.
Proprio alla pop music italiana è dedicato questo primo viaggio non organizzato nella tv vista dagli altri media nel quale segnaliamo quelle canzoni che più ci sono rimaste impresse nella memoria, lasciando ampio spazio ai contributi di quanti vorranno arricchire questa “galleria”.
La prima impressione e che in campo canzonettistico la televisione viene raffigurata secondo vecchi stereotipi che la vedono indissolubilmente legata a situazioni di solitudine . Così mentre Gianna Nannini canta in Fotoromanza (1985)
se la sera non esci,
ti prepari un panino davanti alla TV ....
allo scopo di meglio descrivere la sofferenza per un amore che sta finendo, Luca Carboni, addirittura, vorrebbe che alla sua partner venissero sensi di colpa per averlo abbandonato, cantando in Sugo (1985)
pensami con un panino
e lui con il winchester
o pensami solo con la TV
Ma Carboni va ben oltre, fino a rifiutare in Vieni a vivere con me (1987) i programmi televisivi a favore della pubblicità e del cinema , intonando
Contro la noia della TV
guardare solo la pubblicità,
gli spettacoli quelli no,
quelli li faremo noi
e poi, dopo aver fatto il bagno,
correre al cinema a guardare un film
apprezzabile anche se un po` ingenuo tentativo di incentivare, oltre che l`igiene personale, l`afflusso nelle sale cinematografiche con un`immagine indubbiamente accattivante. D`altra parte Carboni è forse l`autore che meglio descrive in chiave musicale il rapporto giovani-TV e, più in generale, con tutti media. In una delle sue più belle canzoni, Sarà un uomo (1985), riesce a sintetizzare efficacemente l`inevitabile distacco tra la società dei padri e quella dei figli, il declino della prima e l`affermarsi della seconda:
Stanno già salutando
quelli nati senza televisione
e tutti quelli che non han capito
cosa vuol dire hi fi,
quelli che voglion l`orchestre
non si fidano dei dj
Di qualche anno più anziano Enrico Ruggeri indulge, anche lui, su immagini che ripropongono il binomio solitudine-televisione e in Il mare d`inverno (1986) la sofferenza dovuta, ancora una volta, ad un amore fallito, si riflette nelle tinte della stagione più fredda dell`anno: il protagonista della canzone si aggira sconsolato sulla spiaggia e riflette su come
il mare d`inverno
è un film in bianco e nero
visto alla TV
Un`immagine che suggerisce chiaramente uno stato di depressione generale , la stessa che domina un`altra canzone, Che ore so` (1985) di Pino Daniele, nella quale, anzi, si avverte una certa volontà di autodistruzione nel rifiuto ad uscire e starsene in casa a guardare la TV, sempre per colpa di una storia d`amore finita
Io oggi voglio star così,
voglio vede` `a televisione
ca ce distrugge `a dinto e `a fora
un`altra estate se ne andrà
mi resta ancora tempo.
Atmosfera di apatia e tristezza serpeggia anche in La felicità (1988) di Lucio Dalla, che, adottando una visione "macrosociale", lamenta la miserevole condizione di noi tutti, condannati a vivere di riflesso, fantasticando davanti alla TV una vita che non è la nostra
Forse per questo i sogni
sono così pallidi e stanchi
e rimbalzano stanchi tra le
antenne e l`asse delle varie TV
e ci ritornano in casa
portati da signori eleganti,
cessi che parlano,
tutti quanti che applaudono,
non ne vogliamo più.
che è poi la stessa immagine espressa in una canzone di qualche anno prima, Il cucciolo Alfredo (1982), dove si mescola emarginazione, solitudine e, ovviamente, televisione
Televisori e cucine così uguali
come denti di bocca
di uno venuto dal centro in cerca
di un dramma da annusare....
Un tema, questo, che deve piacere molto ai cantanti italiani se anche Luca Barbarossa lo riprende ne Al di là del muro (1989)
Come siamo seri
davanti alla televisione
c`è tutto anche droga nei documentari
c`è sesso e trasgressione
Un parziale riscatto di tanta negatività è concessa da Dalla in una sola canzone, Telefonami tra vent`anni (1986), dove sembra volersi affermare una certa autonomia e indipendenza del telespettatore
Ah, io sarei lo stronzo!
Quello che guarda
troppo la televisione
Beh, qualche volta lo sono stato
ma l`importante è avere
in mano la situazione
Ancora costrizione e disperazione ne L`Italia che va (1986) di Ron
Non siamo affatto liberi
e giù a versare tante
lacrime davanti alla TV
fino ad arrivare agli Stadio, che si spingono ancora più in là, riprendendo in Stupidi (1989) uno dei temi più tipici contro la televisione, quello della "colonizzazione culturale"
...gli americani fanno tutto
quello che dice la TV,
mentre noi pensiamo di non
imitarli e facciamo come loro...
Assai meno apocalittico e forse più calato nella realtà è Vasco Rossi che tratta la tv in chiave più ironico e in Cosa succede in città (1985) afferma la perdita di rispetto in tutto, anche nella programmazione televisiva
Non c`è più, NON C`E` PIU`
.....RELIGIONE!!!!
Guarda Lì, Guarda Là
ANCHE IN TELEVISIONE
Ma anche al Blasco succede di tanto in tanto di scivolare nel luogo comune e in Senza parole (1999) associa televisione e tradimenti
E ho guardato la televisione
e mi è venuta come l`impressione
che mi stessero rubando il tempo
e che tu... ... che tu mi rubi l`amore
Ma Vasco Rossi fa capitolo a sé. A prevalere è un`immagine alquanto desolata e desolante della televisione con i telespettatori dipinti come una massa di frustati, esclusi dalla vita, malati di solitudine.
Non mancano affreschi divertenti e divertiti della televisione. Su tutti “La strana famiglia” (1985) di Gaber e Luporini, mirabile affresco in parole e musica della tv anni 80 che merita di essere riportatao per esteso:
Vi presento la mia famiglia
non si trucca, non si imbroglia
è la più disgraziata d`Italia,
anche se soffriamo molto
noi facciamo un buon ascolto
siamo quelli con l`audience più alto.
I miei genitori due vecchi intronati
per mezz`ora si sono insultati
a "C`eravamo tanto amati",
dalla vergogna lo zio Evaristo
si era nascosto, povero Cristo,
lo han già segnalato a "Chi l`ha visto?".
Il Ginetto dell`Idroscalo
quando la moglie lo manda a "fanculo"
piange in diretta con Sandra Milo,
per non parlare di mio fratello
che gli han rotto l`osso del collo
ora fa il morto a "Telefono giallo".
Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.
E giù in Aspromonte c`ho dei parenti,
li ho rivisti belli contenti
nello "Speciale rapimenti",
mentre a Roma c`è lo zio Renzo
che è analfabeta ma ha scritto un romanzo
è sempre lì da Maurizio Costanzo.
E la fortuna di nonna Piera
che ha ucciso l`amante con la lupara
ha preso vent`anni in "Un giorno in pretura";
mio zio che ha perso la capra in montagna
che era da anni la sua compagna
ha fatto piangere anche Castagna.
Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.
E poi chi c`è? Ah già, la Tamara
un mignottone di Viale Zara
che ha dato lezioni a Giuliano Ferrara,
e alla fine c`è nonno Renato
che c`ha l`AIDS da quando è nato
ha avuto un trionfo da Mino D`Amato.
Vi ho presentato la mia famiglia
non si trucca non si imbroglia
è la più disgraziata d`Italia.
Il bel paese sorridente
dove si specula allegramente
sulle disgrazie della gente.
Come ti chiami, da dove chiami,
stiam diventando tutti scemi,
pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI