Comunicando
Comunicando

Di chi è la colpa se un certo numero di laureati in comunicazione non trova lavoro? Qualche spunto di riflessione che ripropongo qui con lo stesso interrogativo "Perché solo Comunicazione fa notizia?" già pubblicata su DNews del 6 novembre.
Tra stereotipi e banalità a cui spesso indulgono politica e giornalismo, uno è davvero odioso: i corsi di comunicazione sfornano disoccupati. Sui dati la controversia è certo legittima. Sono corsi cresciuti a dismisura qualche anno fa, spesso senza un giusto ricorso ai docenti del settore. Ma per colpa di chi?
Anzitutto dei rettori che li hanno progettati senza risorse, ma anche politica e ministri alternatisi in questi anni avrebbero dovuto vigilare sugli eccessi. Non certo gli studenti, che avanzano legittime e innovative domande di formazione, ed è desolante che la politica capisca così poco i giovani. Persino quando vogliono studiare. Il problema è allora di responsabilità e coinvolge una nostra autocritica, anche se proprio i docenti si sono impegnati per la qualità didattica e scientifica di molti corsi.
Il discorso è più assurdo sul piano dei dati. Nonostante la crisi economica, il tessuto produttivo continua, come in tutti i paesi moderni, a chiedere laureati in comunicazione. Certo, quelli in ambito economico, ingegneristico, sanitario-paramedico e chimico sono più gettonati, ma anche i comunicatori sono spesso competitivi. Il comparto marketing/comunicazione/commerciale è al terzo posto per il numero di nuovi occupati (Excelsior/UnionCamere 2009). Il 48% dei laureati triennali e il 63% dei magistrali trovano un lavoro, spesso a tempo determinato, a un anno dal titolo (AlmaLaurea 2008).
Sono studi più professionalizzanti di altri su cui non si apre il dibattito. Perché Comunicazione fa notizia? Forse fa gola il clientelismo o il ricorso ai figli dei soliti noti? Sono i nemici peggiori dell’Università e della cultura del merito
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Disoccupata
Salve, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione, Vecchio ordinamento quinquennale, indirizzo Comunicazione Istituzionale e D'Impresa, il 26 Aprile del 2006 (A.A. 2004-2005). Dopo la laurea ho lavorato per 8 mesi come corrispondente a progetto, ho continuato a collaborare con la cattedra del Prof. Mario Morcellini, il mio Relatore della tesi. Dopo 8 mesi il giornale sul quale scrivevo ha chiuso per fallimento e non ho mai visto i soldi degli ultimi 4 stipendi a me dovuti. Ho lavorato in un'azienda di telecomunicazioni per 4 mesi, dopo aver vinto una borsa lavoro, e per altri due mesi vi ho lavorato un po' a nero e un po' con contratto a tempo determinato che non mi è stato rinnovato. Ho vinto un Master in Addetta Marketing e Customer Satisfaction e l'ho portato a termine, conseguendo pieni voti. Non ho ancora trovato lavoro e devo dire che i laureati in Scienze della Comunicazione non trovano lavoro! La nostra laurea è trattata come carta straccia! Vorrei solo chiedere all' Ill.mo Prof. Mario Morcellini, che io stimo da sempre, che ci renda giustizia. Vorrei che il Nostro titolo abbia una giusta collocazione nei settori lavorativi. Il problema pratico è che quando ci presentiamo davanti a un datore di lavoro, quest'ultimo non sa dove collocarci. Non sa nemmeno cosa sia una laurea in Scienze della Comunicazione! La mia situazione, come quella di altri miei colleghi, è disperata. Dopo tanti sacrifici, tanto studio, tanto amore per la ricerca universitaria, tanta passione per tale disciplina, mi sento frustrata, delusa e demotivata. La Laurea in Scienze della Comunicazione, purtroppo, non è apprezzata a causa della presenza di corsi sulla comunicazione organizzati da diversi enti. Per la maggior parte delle persone aver seguito un corso di 6 mesi in comunicazione vale quanto avere una laurea in tale materia. Non so proprio più cosa fare!
sdc e lavoro
Ma scusate, si pensa di chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi? chi decise di togliere il numero chiuso a sdc Sapienza? Ci voleva Einstein a capire che, con la fine del numero chiuso, il mercato del lavoro italiano non avrebbe mai potuto assorbire tutti i laureati in sdc??? Perchè la riflessione sull'entrata nel mercato del lavoro non è stata fatta PRIMA (e non dopo) di togliere il numero chiuso??