Il programma ha presentato, al contrario, immagini di repertorio interessanti, alternati a rimpatriate da mitica antologia (una vera chicca il ricongiungimento del pupazzo Uan con Paolo Bonolis!).
L’arrivo stesso degli ospiti (Bonolis, Giurato, Zanicchi, Cuccarini, Pivetti, Lear, Mal), la scenografia caratterizzata da un grande tavolo al centro e la frenetica narrazione dei momenti (soprattutto quelli meno conosciuti e riconoscibili dal pubblico televisivo) hanno offerto un percorso che (per fortuna!) non ha lasciato nulla all’improvvisazione ma è stato ben scritto e costruito.
Una sorta di family game, con un pizzico di varietà e una spruzzata di talk-show, realizzato in collaborazione con Endemol.
Probabilmente la costruzione così frenetica e, senza dubbio, positiva del programma è dovuta anche alla presenza, tra gli autori, di un indiscusso protagonista della tv italiana, quel Gregorio Paolini cui si devono alcune delle trasmissioni più innovative (da Drive In a Telemeno, da Lezioni d’Amore a Target) del nostro panorama televisivo.
Anche la messa in onda in differita (per garantire la suddetta velocità) sembra contribuire a questa folle corsa indietro verso il passato e, a parte qualche passaggio non montato benissimo, non da fastidio.
Un ritmo nuovo per il pubblico di Rai Uno che ha premiato la scelta. La prima puntata ha ottenuto il 24,30% di share con picchi di oltre il 33% (alle 23:32) e quasi sette milioni di telespettatori (Fonte Auditel).
Non si vedeva un programma talmente adrenalinico e così divertente da parecchio tempo; e soprattutto in grado di dare linfa ad un genere (il come eravamo in tv) che rischiava di replicare se stesso all’infinito.
E, a proposito di amarcord televisivo, questa sera tocca alla Carrà e alle sue carrambate!!