È ARRIVATO il
cybercrime, “nuovo” fenomeno dei nostri tempi. Ormai i ladri non sono esclusivamente quelli con il passamontagna, che scassinano le porte, che truffano a viso aperto o che scippano con il motorino:
è tutto molto più complesso.
Da recenti studi, svolti dalla
IBM, la “criminalità” via internet è sempre più diffusa nel mondo, anche se in Italia è ancora abbastanza sottovalutata, come dichiara Mariangela Fagnani, esperta di sicurezza per la suddetta società. Che il cybercrime sia un flagello di vaste dimensioni è evidente dalla quantità di aziende che investe denaro per proteggersi dalla pirateria informatica.
Dall’inchiesta dell’IBM, svolta su un campione mondiale di aziende selezionate in 17 paesi, 8 dei quali europei, è emerso che il 58% teme l’attacco dei cybercriminali più di quello della criminalità organizzata. Il crimine via internet agisce soprattutto attraverso i cosiddetti
malware, software maligni il cui unico scopo è quello di danneggiare il pc e i sistemi inseriti. I malware vengono inviati tramite spam, spesso dagli stessi dipendenti di un'azienda e con l’aiuto inconsapevole dei clienti che ricevono e-mail false. Che diventano in questo modo "complici" dei cybercriminali.
Le aziende per difendersi possono usare antivirus e firewall ma probabilmente non è sufficiente se il 60% delle imprese richiede un intervento delle forze di polizia. Il cammino per sconfiggere il cybercrime è ancora lungo.
Riferimenti
Il fenomeno del cybercrime
Istruzioni di Microsoft per proteggersi