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L'altra Italia già al voto

L'altra Italia già al voto

di PATRIZIA LAURANO (10 04 2008)

Gli italiani all'estero hanno cominciato a votare tra ritardi e pericolo di brogli

Mentre si lanciano gli ultimi appelli al voto, gli italiani residenti all'estero hanno già cominciato ad inviare le proprie preferenze per corrispondenza. Saranno considerate valide, infatti, solo le schede pervenute ai consolati entro le ore 16 del 10 aprile. Come previsto, però, già nell'ultimo articolo dedicato all'altra Italia, a tenere banco, nella scorsa settimana, sono state soprattutto le denunce di possibili brogli e di compravendita dei plichi contenenti le schede elettorali.

 

A partire da un'inchiesta condotta dal giornalista Rodolfo Casadei, inviato speciale di “Tempi”, settimanale de “Il Giornale” (che già in occasione della campagna elettorale del 2006 aveva pubblicato un reportage simile), il tema dei brogli ed il possibile “allarme rosso” per il voto degli italiani all'estero sono assurti momentaneamente a temi di campagna. Ne è chiara testimonianza la puntata di Porta a Porta del 3 aprile, dedicata proprio all'altra Italia e che ha ospitato anche il giornalista autore dello scoop. Gli ospiti presenti nel più famoso salotto politico della televisione italiana (Paolo Gentiloni, Paolo Bonaiuti, Savino Pezzotta, Emma Bonino) hanno discusso a lungo non solo delle denunce di brogli e di schede comprate, ma anche dell'opportunità e del funzionamento della legge Tremaglia.

Sia il responsabile per gli italiani nel mondo del PD, Maurizio Chiocchetti, che il responsabile Esteri Alleanza Nazionale-Pdl, Marco Zacchera, si sono trovati concordi nella necessità di rivedere e modificare la legge 459/2001. I dubbi non riguardano solo la validità del voto di corrispondenza – considerato troppo esposto a rischi e contraffazioni (seppure già in uso in altre democrazie) – quanto la contraddizione di fondo per cui (secondo le modalità previste dalla legge) alla fine si trovano a votare gli italiani da lungo tempo residenti all'estero, perché iscritti all'AIRE (l'anagrafe degli italiani residenti permanentemente all'Estero), ma che probabilmente, essendo già arrivati alla seconda e terza generazione, non hanno mai visto l'Italia o partecipato alla vita politica del Paese, mentre gli italiani temporaneamente residenti fuori dal nostro Paese, che ben conoscono la realtà politica italiana e che rientreranno nella loro abituale residenza, non possono esercitare tale diritto.

I toni, comunque, si sono rapidamente abbassati grazie ai comunicati stampa diramati dalla Farnesina e se l' “allarme rosso” ha conquistato una apposita sezione nel sito web degli Azzurri nel mondo, non si trova menzione di alcuna notizia né sul sito del PD dedicato agli italiani nel mondo, né sul blog della Sinistra Arcobaleno.