Il Blog e il professore
Il Blog e il professore

Scienze della comunicazione aprirà una piattaforma blog dunque. Con un'avvertenza per l’uso: per quanto ci riguarda non abbiamo formule, ancor meno magiche (1).
Giusto. L'idea che una piattaforma informatica venga usata secondo le rigide indicazioni di chi la progetta o, addirittura, di chi ne discetta su articoli, saggi e forum, blog eccetera è un mito (2) che si scontra con la realtà: gli utenti utilizzano le applicazioni informatiche in modi inattesi e indipendenti.
La questione interessante (e che forse meriterebbe una riflessione anche in ambito scientifico) è come questo strumento verrà utilizzato da docenti che hanno fatto dello studio dei linguaggi dei media e delle pratiche di trasmissione del loro sapere la loro ragione di vita.
Mi sono chiesto come il professore potrebbe utilizzare questo strumento.
Ognuna di queste scelte è indubbiamente suggestiva ma ha anche delle controindicazioni.
La controidicazione principale è la stessa che il prof. Israel (animatore di un blog molto frequentato) dovette affrontare qualche mese fa (3) quando, stanco di rispondere a commenti (spesso anonimi) di persone che si improvvisavano esperti delle materie oggetto dei suoi studi, minacciò la chiusura e poi la moderazione dei commenti. Il blog azzera la distanza tra l'autore e il lettore, evidentemente un effetto non auspicabile per una realtà (quella universitaria) che si poggia proprio sulla giusta distanza tra il docente e il discente. Il web consente di parlare e di scrivere a chiunque, tutti hanno la stessa 'tribuna' e gli stessi mezzi e - potenzialmente - la stessa audience.
Non riesco a trovare una contraddizione più stridente tra lo statuto dell'università fondato sulla trasmissione verticale del sapere e una diffusione democratica e orizzontale come quella che avviene sui blog.
Fabio Metitieri (recentemente scomparso) - un lucido osservatore di Internet e di web - se la prende (4) con la scarsa attendibilità dei blog e dall'abitudine di non esibire identità e curriculum sulle materie trattate. A parte una certa esagerata verve polemica, Metitieri pone un problema reale.
Poi ci sono i vantaggi.Possibilità di utilizzare uno strumento agile e poco complicato, avere un feedback continuo con i propri allievi/lettori, utilizzare il blog come primitiva e essenziale piattaforma didattica, partecipare in tempo reale e senza aspettare i tempi editoriali e redazionali, nel dibattito culturale e politico. Un aspetto interessante e da approfondire è l'idea di inserire il blog in una filiera ideale che va dall'ideazione di un articolo scientifico fino alla pubblicazione su rivista (una filiera che sempre più diventerà digitale). Insomma le prospettive sono tutte da valutare e...da cogliere.
I docenti non amano i blog e, salvo rare eccezioni, se ne tengono lontani. Morcellini parla (5) di “resistenza culturale” dovuto forse al fatto di poter diventare uno strumento di trasparenza, che porta allo scoperto chi lo scrive. (...) la comunicazione, con le sue tecnologie, non può che presidiare i nuovi territori d’espressione.
La sfida di Scienze della comunicazione affascina anche per questo.
Francesco Carnera www.websapienza.org/blog
Riferimenti citati nell'articolo: