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Credete alla pubblicità?

Media e consumo

Credete alla pubblicità?

di CATERINA SURACE (02 11 2009)

Weber Shandwick, uno dei leader a livello mondiale del mondo delle relazioni pubbliche delle imprese, ha presentato i risultati del suo studio sul consumo dei media in Europa. L’indagine – denominata “Communications INLINE”, ha esaminato le abitudini di 4.692 consumatori dei principali mercati europei (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito), con particolare attenzione al consumo italiano.

 

 

Una ricerca condotta da Weber Sandwick, uno dei leader mondiali nel mondo delle pubbliche relazioni, ha svelato quali sono i mezzi di comunicazione che maggiormente influenzano il comportamento e l’opinione dei consumatori circa le loro scelte di acquisto, ponendo particolare attenzione al caso italiano.

Dai risultati emerge che il 50% degli utenti è interessato a interagire con i diversi “brand” mediante social network come Facebook e MySpace, mentre il 41% degli utenti crede poco alla pubblicità e alle altre informazioni on-line se non ha trovato riscontro anche nei media tradizionali.

In tutto questo le donne sono più propense degli uomini a interagire con i siti web e i social network legati a un determinato marchio.

 

La ricerca –Partendo dal frammentato mondo dei media digitali, ciascuna impresa deve tagliare il “rumore”, inviando direttamente al pubblico il proprio messaggio”. Con questo, Weber Shandwick ha cercato di comprendere se ogni messaggio deve essere raccontato in modo da influenzare il comportamento e l’opinione del pubblico, sfruttando le opportunità messe a disposizione dalla comunicazione digitale. L’intervista ha coinvolto 4.692 consumatori adulti.

“Quando si valuta l’acquisto di prodotti o servizi in generale, quali sono le fonti più influenti nella vostra decisione di acquisto?”

Il 40% dei consumatori europei crede poco ai consigli letti on-line, fino a quando non trova un riscontro anche nei media tradizionali. Nonostante questo, i consumatori di età inferiore ai 35 anni di età hanno maggiori possibilità di farsi influenzare da giornali e riviste rispetto ai più anziani.

Il 35% dei consumatori ha espresso interesse per l’interazione diretta con i siti web e social network.. Oltre la metà di questi ha un età inferiore ai 35 anni.

 

Sono interessati a interagire con le loro marche (Brand) preferiti attraverso siti di networking, come  Facebook, MySpace, Bebo e così via :

                  PAESI                                                            % TOTALE

·        Regno Unito                                                                     31%

·        Germania                                                                         35%

·        Francia                                                                             32%

·        Spagna                                                                             47%

·        Italia                                                                                 50%

·        Belgio                                                                              24%

Non crede alle recensione degli utenti on-line dei forum, siti e sociali networking fino a quando non ha trovato riscontro sui media tradizionali come giornali e riviste:

     

      PAESI                                                                       % TOTALE

·        Regno Unito                                                                     43%

·        Germania                                                                         46%

·        Francia                                                                             35%

·        Spagna                                                                             37%

·        Italia                                                                                 40%

·        Belgio                                                                              36%

 

 

ITALIA - Fino a che punto siete d'accordo o in disaccordo con le seguenti affermazioni:

Sono interessato a interagire con le mie marche preferite attraverso siti di social networking, come Facebook, MySpace, Bebo, ecc. = 50%

Spesso non credo a quello che a quello che ho letto in recensioni degli utenti on-line, forum e siti di social networking  fino a quando non ho trovato riscontro anche nei media tradizionali = 41%

Le donne sono più propense degli uomini a ritenere le seguenti fonti più importanti:

Pubblicità in Tv, Riviste, Giornali, Cartelloni pubblicitari o on-line:

Donne: 47%                                                                           Uomini: 27%

Programmi Tv o radio :

Donne: 41%                                                                         Uomini: 27%

Inoltre, le donne sono più propense degli uomini ad accettare che sono interessati ad interagire con i loro marchi preferiti attraverso siti web di social networking ( 57% donne Vs 45% Uomini).
Il 52% di coloro che superano i 55 anni di età hanno maggiori probabilità rispetto al 38% dei giovani, a non credere a ciò che leggono nei contenuti user-generated, prima di aver verificato il parere dei media tradizionali.


Prima di conludere osserviamo i risultati ottenuti da questa ricerca a livello europeo.
Con il 26%, le recensioni sono state identificate dagli intervistati come la prima fonte di influenza sull'acquisto. Al secondo posto (20%) troviamo invece le raccomandazioni di amici e parenti.
I media tradizionali con il 23% si pongono come la principale fonte di informazione, in particolare programmi tv e stampa.
Solo il 9% per la pubblicità, la quale ha una minima incidenza sulle abitudini e sui comportamenti legati all'acquisto.
Il risultato più importante riguarda il fatto che il 40% degli intervistati non crede alla pubblicità o alle informazioni on-line se non rileva anche un riscontro sui media tradizionali.

Commentando l'importanza della ricerca Colin Byrne ha detto: " La maturazione del web 2.0 ha cambiato radicalmente il panorama della comunicazione. La nostra ricerca dimostra che oggi chi cerca di influenzare i consumatori non può più permettersi di pensare ai media on-line e off-line separatamente. Ora le imprese devono integrare tutti i canali di comunicazione in un approccio olistico".