Erasmus, online c'è più gusto
Erasmus, online c'è più gusto

Sono circa 200.000 gli studenti e 36.000 gli insegnanti specializzati che durante lo scorso anno accademico 2008/09 hanno usufruito dei fondi europei Erasmus.
E’ stato raggiunto, secondo i dati della Commissione Europea, il record di 198.600 aderenti al programma di aiuti dalla UE per lo studio e la formazione all’estero, con un incremento di partecipazione globale pari all’8.7% rispetto all’anno precedente. Quasi due milioni gli studenti, quindi, che dal 1987, anno di costituzione di questo programma, si sono spostati nei paesi coinvolti dal progetto per qualificare la loro formazione, tra questi il 10% sono italiani.
Il programma Erasmus permette agli studenti universitari e degli istituti di istruzione superiore di recarsi, per un periodo che va dai tre ai dodici mesi, all’estero e più precisamente in un altro paese della Comunità Europea per studi, stage o altre mobilità.
Sono oggi tantissimi i siti on line, come lo Sportello Erasmus (http://www.universitor.it/index.php?a=8 ), che offrono informazioni su questo progetto e mettono a confronto le esperienze dirette degli studenti e dei partecipanti. La rete è diventata così, anche su questo tema, un vero e proprio luogo di scambio che dal virtuale si traduce nella realtà per coinvolgere i sempre più curiosi, ma ancora incerti sulle prospettive dell’iniziativa. Si sono costituiti gruppi tra gli studenti Erasmus nei più famosi social network on line per condividere esperienze e riflessioni. Un uso di Internet che ha avuto successo nel costruire relazioni promuovendo un progetto di così ampio respiro capace di offrire ai giovani le abilità necessarie per operare in una società competitiva basata sulla conoscenza e sulle nuove tecnologie.
Il numero degli studenti che hanno partecipato al programma è aumentato in tutti i paesi. Un numero considerevole si è spostato dalla Francia. Sono stati 28.300 gli studenti francesi, seguiti poi da 27.900 studenti tedeschi e da 27.400 studenti spagnoli. La destinazione preferita invece scelta dagli interessati è stata la Spagna con 33.200 studenti seguita dalla Francia con 24.600 partecipanti e dalla Germania con 22.000.
Ben il 63% del totale dei beneficiari del programma è stato di sesso femminile, sempre nell’anno accademico 2008/2009 e 213, invece, il numero di partecipanti con qualche tipo di disabilità.
Con l’ingresso della Croazia e dell’ex Repubblica Iugoslava di Macedonia nel 2009, il numero di paesi partecipanti al programma è salito a 33. Questo elemento, sicuramente positivo, si è sommato ad un aumento del 12%, nel 2008/09, del bilancio disponibile per il programma, dato che, anche questo, ha inciso significativamente sul numero di studenti interessati che si è visto oltretutto aumentare la borsa media mensile da 255 a 275 euro.
Androulla Vassilou, commissaria europea responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha commentato: “Un numero sempre maggiore di giovani europei beneficia di un’esperienza di apprendimento all’estero nel corso dei propri studi. Chiedete a coloro che sono entrati a far parte della “generazione Erasmus” e vi diranno quanto questa esperienza li abbia aiutati nella loro crescita accademica e personale, nonché nel trovare un lavoro una volta finiti gli studi. Con la nuova iniziativa “Youth on the Move” intendiamo ampliare questo esempio di successo europeo e trasformarlo in opportunità per tutti i giovani”.
L’Erasmus si rivolge a tutti coloro che sono iscritti a una qualsiasi facoltà universitaria della Comunità Europea e fa parte di un più ampio programma denominato Socrates II il quale ha come obiettivo la cooperazione europea in vari settori che vanno dall’istruzione scolastica a quella superiore, dalle nuove tecnologie alla formazione degli adulti. Una ripartizione di Socrates II denominata appunto Erasmus è dedicata all’istruzione superiore che prosegue e amplia il programma di azione comunitario adottato in materia di mobilità degli studenti dal 1987. Il programma è ispirato al filosofo, teologo e umanista Erasmo da Rotterdam che visse tra il 1465 e il 1536. Egli confutò il pensiero dogmatico in tutti gli ambiti del sapere e durante la sua esistenza si spostò tra i vari paesi europei per approfondire le sue conoscenze e fare quelle esperienze utili allo sviluppo dell’intelletto per la lotta contro l’ignoranza.
Afferma Angela Rolletta, studentessa Erasmus. “I ricordi più belli sono gli odori, i sapori e i paesaggi senza contare che ho trovato e riscoperto amici con cui ho passato momenti splendidi. E’ un’esperienza che ti permette di crescere e confrontarti con altre culture”.
La mobilità fisica obiettivo principale delle fasi I e II di Erasmus è stata integrata, quindi, da un progetto più ampio che prevede attività di cooperazione per “portare gli studenti in Europa e portare l’Europa a tutti gli studenti”. Benchè essa continui ad avere un ruolo centrale per questo programma vi è oggi una maggiore attenzione nell’offrire motivi affinché le università aggiungano una prospettiva europea ai loro corsi e cerchino gli stimoli e le possibilità per associarsi con altri enti pubblici e privati delle regioni confinanti al fine di svolgere attività di cooperazione transnazionale, aumentare le opportunità di cooperazione interregionale fra i vari paesi partecipanti e permettere una conoscenza inclusiva e intelligente offrendo alle giovani generazioni un viaggio attraverso le culture alla scoperta dell’integrazione e della crescita individuale.
Secondo studi indipendenti il programma Erasmus ha avuto un importanza concreta sotto molti punti di vista: “i partecipanti acquisiscono competenze che migliorano le loro future possibilità di inserimento professionale o, nel caso del personale di servizio, le loro prospettive di carriera; l’ambiente degli istituti di istruzione superiore si internazionalizza ed essi introducono nuovi metodi didattici e nuovi servizi, migliorano la propria capacità di gestione, rafforzano le attività di ricerca e creano legami con le imprese”.
La Commissione è convinta che il progetto Erasmus possa contribuire alla strategia “Europa 2020” dell’Unione.