
Abbiamo incontrato il regista premio Oscar de “Il silenzio degli innocenti” e di “Philadelphia” al Napoli Film Festival, kermesse cinematografica campana che quest’anno ha ospitato, fra gli altri, anche Pupi Avati ed Ennio Morricone. Il cineasta americano ci ha parlato dei suoi futuri progetti musicali con Enzo Avitabile e dei suoi prossimi due film, fra cui uno di animazione. Alcune considerazioni anche sulle popolazioni del terzo mondo, prendendo come spunto i mondiali in Africa: “Bisogna sfruttare questo evento per far capire al mondo che in Africa, oltre al calcio, esiste anche l’Aids”.
Parole chiave: Demme [1] il silenzio degli innocenti [2] napoli film festival [3] oscar [4] philadelhpia [5] Condividi: Invia per email [6] Permalink [7] Stampa la pagina [8]Chiunque si interessi anche solo minimamente di cinema ricorda, anche con un sottile disagio, l’espressione di Anthony Hopkins mentre informa la giovane detective dell’FBI interpretata da Jodie Foster di aver mangiato il fegato di un addetto al censimento accompagnato da “un bel piatto di fave e un buon Chianti”. Scena storica girata con perfetto e rodato meccanismo da thriller da un regista americano che, a metà degli anni ’90, conosce la ribalta internazionale. Tuttavia, Jonathan Demme non è solo “Il silenzio degli innocenti”.
Oltre al suo secondo clamoroso successo, “Philadelphia”, il regista statunitense si è impegnato nella produzione e realizzazione di documentari e film impegnati contro ogni forma di discriminazione razziale, come “Mio cugino, il reverendo Bobby, e “The agronomist”. Ospite al festival cinematografico campano “Napoli Film Festival” [9], Demme ci ha parlato di alcuni suoi progetti futuri, fra cui la collaborazione con il musicista napoletano Enzo Avitabile, brevi considerazioni sul cinema odierno e sull’integrazione razziale, passando per il mondiale di Sudafrica 2010. Partiamo da Enzo Avitabile, abbiamo saputo che vi dovete incontrare. Ci vuol dire perché? È una storia un po’ vecchia. Oggi sono stato nei quartieri più antichi di Napoli e sono riuscito a trovare tre cd suoi che non sono reperibili in America, così ho completato una discografia che avevo cominciato a raccogliere dieci anni fa, quando ebbi l’occasione di conoscere la sua musica grazie al programma “New sound”, che dedicava un’intera puntata al “New sound of Naples”. Mi entusiasmò la scoperta di Avitabile, così da allora lo seguo e, quando ho ricevuto l’invito del Festival, ho chiesto se era possibile incontrarlo, dato che considero il suo sound davvero affascinante ed estremamente emozionate. Ci può dire qualcosa sui prossimi progetti? Posso cominciare col dirvi che il progetto incentrato su Bob Marley è stato cancellato, perché non è piaciuto ai finanziatori, quindi mi sto concentrando su un film d’animazione intitolato “Zeitoun”. È tratto dall’omonimo romanzo di Dave Eggers ed è la vera storia di una famiglia arabo-americana sradicata dall’uragano Katrina; ne ho fatto un film d’animazione perché non intendevo utilizzare effetti speciali. Sempre a New Orleans sto finendo di girare un documentario basato sulle testimonianze di molte persone che hanno dovuto lasciare la città per sfuggire a Katrina, verrà proiettato il 21 luglio prossimo nel quinto anniversario della tragedia. Sul versante live action c’è qualche progetto? Sì, c’è un film che dirigerò a breve e che sarà ambientato a New York. Il titolo si può letteralmente tradurre in italiano in “L’uomo più arrabbiato di Brooklyn”. È la versione americana dell’israeliano “I 92 minuti di Mister Baum”. È una commedia che racconta la storia di un uomo, interpretato da Jeff Bridges, che scopre di avere soltanto 92 minuti di vita. Lei ha sempre avuto a cuore la lotta contro le discriminazioni, politiche, razziali e sessuali. Quale pensa che sia il modo migliore per superarle? Credo che il modo migliore per superare i pregiudizi sia conoscere direttamente le persone discriminate, proprio perché i tabù si basano sull’ignoranza di problemi e situazioni. Questa mancanza di conoscenza provoca la paura su cui si reggono i pregiudizi. Lei ha sempre alternato negli anni la regia di pellicole a soggetto a quella di documentari. Delle due tipologie di cinema ne preferisce una in particolare? Per me è uguale ed è sempre importante la storia, sia che io realizzi un documentario che un’opera di finzione, l’elemento decisivo è sempre l’emozione. Una cosa che ho ritrovato anche nei miei film che sono al Napoli Film Festival. Io amo alternare questi due modi di fare cinema e gli unici motivi che mi spingono sono quello di ricercare un’emozione ogni volta diversa e di farlo con entusiasmo. Cosa pensa dell’evoluzione del cinema americano e delle nuove tecnologie che la caratterizzano? In America stiamo vivendo due fenomeni diversi: da una parte nel circuito mainstream non si riescono più a fare film idiosincratici, ovvero sulla diversità dell’individuo dal resto del mondo, perché vengono rifiutati dalle majors, che spingono per fare più produzioni possibili condite da centinaia di effetti speciali, per ottenere i maggiori incassi possibili. Dall’altra, grazie alle nuove tecnologie, sempre più cineasti riescono a produrre film idiosincratici indipendenti a costì sempre più bassi e questo è un bene. Oggi comincia il mondiale di calcio. Cosa pensa possano significare questi mondiali per il Sudafrica e il continente africano? Mi piace rispondere con un’opinione di Bob Marley, che era un fanatico dello sport, ma secondo il quale eventi come il mondiale ostacolano l’effettiva comprensione del luogo in cui si svolgono e dei tanti problemi che lo affliggono. Nel caso di questi mondiali bisogna cercare di sfruttare la possibilità per approfondire i problemi del Sudafrica e del continente africano, dalla fame alla mortalità infantile fino alla diffusione dell’AIDS, per portarli all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Cosa ne pensa della sua esperienza al Festival? Sono molto soddisfatto di essere al "Napoli Film Festival" e dei workshop organizzati coi giovani cineasti, cui dà ampio spazio, offre opportunità e dà anche un grosso incoraggiamento. È una rassegna bellissima perché al passato delle retrospettive sulle grandi pellicole e i grandi autori unisce il presente dei bei film in concorso e il futuro rappresentato dai giovani.
Link per approfondireBiografia e filmografia di Demme su Imdb [10] window.fbAsyncInit = function() { FB.init({appId: 'your app id', status: true, cookie: true, xfbml: true}); }; (function() { var e = document.createElement('script'); e.async = true; e.src = document.location.protocol + '//connect.facebook.net/it_IT/all.js'; document.getElementById('fb-root').appendChild(e); }());Link:
[1] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/9269
[2] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/9270
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[4] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/6250
[5] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/9271
[6] http://www.comuniclab.it/forward/43657
[7] http://www.comuniclab.it/43657/i-pregiudizi-si-alimentano-d-ignoranza
[8] http://www.comuniclab.it/print/43657
[9] http://www.napolifilmfestival.com/
[10] http://www.imdb.com/name/nm0001129/