
Zygmunt Bauman non ha dubbi: Facebook e i social media alterano il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno. Rispecchiano il desiderio insito di emergere mostrandosi e offrono nuove forme comunitarie che vanno a sostituire le vecchie istituzioni ormai decadute. Ma quello che ne consegue è solo un mondo di surrogati che alimentano il bisogno tutto contemporaneo di schivare difficoltà e fastidi.